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"IL PNRR, OCCASIONE PER UNA SANITÀ DIFFUSA"

News inserita il 10-01-2022

La nuova ondata di pandemia rende ancora più urgente la necessità di potenziare la sanità nel territorio. In realtà, emerge in maniera più chiara una esigenza posta da tempo, in termini sia di strutture e organizzazione, sia rispetto alle risorse e alle dotazioni di personale.

Sappiamo che il Pnrr prevede l’attuazione di riforme e finanziamenti per le strutture socio sanitarie. Purtroppo, in questo percorso avvertiamo molte contraddizioni. Siamo, ad esempio, di fronte ad una legge di bilancio nazionale inadeguata, che non sembra affrontare questioni essenziali quali le risorse per il personale e la definitiva rimozione del blocco delle assunzioni.

Per le stesse Case di Comunità, previste dal Pnrr, vengono segnalati rischi per il loro buon funzionamento. Queste  strutture dovrebbero essere prossime geograficamente e dal punto di vista organizzativo alle persone di una data zona. Quindi, l'attuazione non può essere solo “burocratica”, ma deve essere attentamente calibrata tenendo conto delle tante peculiarità di realtà molto diverse fra loro.

La necessità di governare tutta l’offerta dei servizi socio sanitari territoriali, in modo particolare quelli rivolte alle persone con malattie croniche, obbliga ad affrontare aspetti come l'attuale carenza di professionisti delle cure primarie e a definire meccanismi certi, in mondo da coinvolgere i medici di medicina generale che attualmente operano in studi privati o di gruppo.

Se non vengono valutate queste criticità, esiste il rischio che si operi solo un cambio di nome rispetto alle attuali Case della Salute, già presenti in modo difforme nella nostra regione. Preoccupa che anche la Toscana abbia fissato per ogni azienda sanitaria limiti di spesa al 2019 per tutti i tipi di personale, interrompendo addirittura ogni confronto, come denunciato dai sindacati dei lavoratori della sanità.

Il modello di sanità toscano, che è sempre stato considerato un’eccellenza, dovrà dunque affrontare questa fase di trasformazione in un contesto in cui negli ultimi anni sono aumentate le criticità. Ne sono testimonianza le numerose prese di posizione che stanno emergendo ai vari livelli, le lunghe liste di attesa, le difficoltà che riscontrano nei pronto soccorso.

Per questo il Coordinamento provinciale di Sinistra Civica Ecologista di Siena ritiene che sulla sanità territoriale si debba avviare un approfondito confronto con i comuni, gli operatori socio sanitari, con il sindacato e con i cittadini prima che vengono assunte decisioni verticistiche e definitive.

Solo definendo le reali funzioni, l’organizzazione operativa, l’effettiva disponibilità di personale e le risorse che costituiranno la dotazione delle future Case di Comunità, degli Ospedali di Comunità o delle Centrali Operative potremo costruire una efficace rete di assistenza sanitaria territoriale.

Occorre riaffermare un modello che dia un effetivo valore alla programmazione e al controllo, che conosca e risponda alle specifiche necessità e ai reali bisogni di cura e di prevenzione. Un modello organizzativo perseguibile attraverso il potenziamento di una vera rete di servizi pubblici, dislocata in maniera equa in ogni territorio.

Sinistra Civica Ecologista di Siena

 

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