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GRICCIOLI, MAZZINI E PICCINI SUL FUTURO DELL'ISTITUTO MONNA AGNESE

News inserita il 10-09-2019

Attraverso un’interrogazione di Vanni Griccioli, Massimo Mazzini e Pierluigi Piccini (Per Siena), oggi, in Consiglio Comunale, è stato fatto il punto sulla situazione dell’Istituto Monna Agnese e sul suo futuro. La scuola <<ha registrato un notevole aumento di iscritti, passando dai 220 del 2009 ai 416 del 2019>>, ha esordito Mazzini ricordando poi che <<per venire incontro al crescente numero di alunni è stato necessario disporre di tre sedi provvisorie: quella storica di via del Poggio, di via Bastianini, e le aule dell’ex Pendola, struttura di interesse da parte dell’Azienda dei servizi alla persona e della Provincia per un’eventuale ristrutturazione. Una situazione di disagio che ha portato gli studenti a organizzare, per avere risposte certe sul loro futuro, una manifestazione di protesta il 4 giugno di quest’anno>>. Dopo queste considerazioni il consigliere ha chiesto all’amministrazione <<quale sia la posizione del Comune in merito a questo problema, e quali le soluzioni proposte agli studenti e alle loro famiglie, ai docenti e al  personale ausiliario>>.

A rispondere è stata Clio Biondi Santi, assessore all’Istruzione, partendo dalla ricostruzione della vicenda: <<la necessità di una sistemazione più adeguata dell’istituto si è venuta a creare già durante la giunta Cenni. In tutti questi anni, però, nessuna soluzione concreta è mai stata raggiunta, tanto che già all’inizio del mandato ho incontrato la dirigente scolastica dell’istituto, che mi ha rappresentato la situazione nella speranza di poter finalmente arrivare a una conclusione positiva della vicenda>>. Biondi Santi ha dunque specificato <<di aver fatto mie le istanze presentate, anche se la competenza su queste tematiche non è dell’amministrazione comunale ma della Provincia>>. L’assessore ha dunque illustrato le azioni intraprese: <<Abbiamo avviato alcune visite a possibili strutture e organizzato riunioni interne. Allo stesso tempo, d’intesa con l’assessore all’Urbanistica Michelotti, abbiamo evidenziato la problematica al presidente della Provincia Franceschelli, che si è subito dimostrato ricettivo alle nostre proposte>>. Il lavoro ha portato il Comune a individuare <<nella struttura del Pendola, di proprietà dell’Asp, la soluzione probabilmente migliore per trasferire gli alunni del Monna Agnese. L’amministrazione – ha proseguito Biondi Santi – si è quindi fatta parte dirigente per coordinare i diversi attori coinvolti, in modo da rendere fattibile un’operazione che non è priva di difficoltà, soprattutto di carattere economico>>. L’assessore ha dunque sottolineato che <<la Provincia sta valutando l’opzione di accollarsi tutto il plesso del Pendola per trasferirci gli studenti dell’istituto, ma ad oggi non posso che riportare la disponibilità verbale espressa dall’ente visto che nessun atto ufficiale è stato redatto>>. Non solo, Biondi Santi ha anche ricordato <<il pieno supporto per risolvere la questione avuto durante una chiacchierata informale con l’ex ministro Bussetti che spero di poter rifare con l’attuale ministro del Miur Fioramonti>>. In conclusione è stata informata l’aula che <<questa amministrazione ha da subito preso coscienza della situazione, anche prima che la vicenda assumesse connotazioni mediatiche con tinte a volte polemiche>> e <<nei limiti delle nostre competenze e delle nostre risorse, in questi mesi, abbiamo lavorato affinché i ragazzi, i docenti e tutto il personale scolastico potessero finalmente avere a disposizione una struttura adeguata>>. Biondi Santi ha concluso rimarcando che <<questa amministrazione ha a cuore il futuro dei ragazzi, la  loro istruzione, e un istituto rinomato e innovativo come il Monna Agnese merita un edificio degno del suo nome>>.

Mazzini ha replicato dichiarando che nello <<sperare che le buone intenzioni dell’assessore possano trovare soluzioni concrete, visto che la scuola attende ancora notizie, e considerando i colloqui con la Provincia e con l’Asl che stanno portando alla scelta dell’ex Pendola come possibile soluzione>>,  ha ribadito l’importanza di passare <<immediatamente ai fatti, anche in un’ottica di rilancio e di rivitalizzazione del centro storico sfruttando i molti edifici inutilizzati anche per progetti abitativi>>.

 

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