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GEOTERMIA ELETTRICA: SE UN’ENERGIA NON È PULITA NON DEVE ESSERE INCENTIVATA

News inserita il 08-11-2018

È notizia recente, redatta dal Gruppo Intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc) che già entro il 2030 la temperatura globale del nostro pianeta potrebbe crescere di 1,5 gradi C° rispetto ai livelli pre-industriali. Il rischio più grande che l’umanità sembra stia correndo sarebbe di arrivare in tempi relativamente brevi ad un punto di non ritorno sul fronte climatico con un conseguente aumento della frequenza e dell’intensità di fenomeni meteorologici estremi.
Pare ormai certo che bruciare combustibili fossili per tutte quelle attività umane che lo richiedono, per produrre ad esempio energia elettrica o per attività industriali o per muovere automobili, presenta un pesante risvolto della medaglia in termini ambientali, poichè va ad aumentare l’effetto serra con conseguenti immense ricadute a livello globale.
La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, come da pannelli solari o da pale eoliche, diventa quindi una priorità assoluta che dovrebbe trovare la massima applicazione poichè il punto di non ritorno per l’umanità sembra essere davvero vicino.
La gravità della situazione dovrebbe richiedere massima serietà, onestà intellettuale e scientifica ed attenzione da parte dei governi e di tutte le amministrazioni, che dovrebbero prodigarsi affinchè si arrivi a comportamenti effettivamente virtuosi dal punto di vista ambientale, elaborando politiche serie e responsabili a cui dare massima priorità attuativa.
In questo grave quadro generale, la bozza del testo del decreto Fer 1, inviata di recente dal Ministero dello Sviluppo economico a quello dell’Ambiente, per la regolamentazione degli incentivi alle rinnovabili, presenta un’importante novità: esclude la produzione di energia elettrica da fonte geotermica dal sistema di incentivi invece concesso alla produzione di energia da pannelli solari, da fonte idroelettrica e da sistemi eolici.
Finalmente si riconosce che determinati sistemi produttivi, quali gli impianti geotermici per la produzione di energia elettrica industriale, per il tipo di impatto ambientale che provocano necessitano di una regolamentazione specifica più restrittiva.
Come Comitato contro la geotermia elettrica industriale, ci stiamo battendo da anni affinché i nostri amministratori imbocchino una strada effettivamente coerente con la gravità della situazione climatica globale.
A chiunque sembrerebbe assolutamente palese, ovvio!, che se le centrali geotermiche producono, come ampiamente dimostrato, gas serra climalteranti assolutamente paragonabili, per tipologia e per quantità, a quelli prodotti da una centrale a gas o a combustibile fossile, esse non possano essere considerate “centrali pulite". Entrambi i tipi di centrali dovrebbero essere, coerentemente, dismesse.
Allo stesso modo, se la produzione da fonte geotermica si basa su pozzi che hanno una durata media di 20/30 anni, necessitando di continue perforazioni (ad oggi,  per 33 centrali esistenti, sono stati trivellati circa 1000 pozzi) che assicurino continuità di approvvigionamento, essa non può essere considerata  “rinnovabile” (si definisce energia rinnovabile, una qualsiasi fonte energetica che si rigenera almeno alla stessa velocità con cui si utilizza". In accordo con l'Agenzia Internazionale dell'Energia - International Energy Agency (IEA) - rientrano in questa categoria: l'energia solare, l'energia eolica).
La geotermia elettrica industriale non è quindi nè sostenibile, nè rinnovabile.
Assurdo quindi che goda degli stessi incentivi elargiti ai pannelli solari od alle pale eoliche.
Le centrali Enel ad alta entalpia con emissione diretta in atmosfera di gas assolutamente nocivi per la salute del pianeta sono inaccettabili.
Anche il comportamento di Enel, con le sue 33 centrali ad alta entalpia con emissione dei gas direttamente in atmosfera, è quanto meno stupefacente e dimostra grande irresponsabilità quando, per esempio, dichiara, attraverso i suoi portavoce, di essere in grado di controllare le emissioni in atmosfera attraverso filtri Amis che però sappiamo essere spesso malfunzionanti, o addirittura spenti. Filtri chimici che per poter funzionare necessitano di grosse quantità di soda caustica (decine di migliaia di tonnellate), sostanza velenosa che viene prodotta con forti impatti sull’ambiente e il cui trasporto avviene su gomma con mezzi pesanti che aggiungono emissioni alle emissioni. Per ultimo, i filtri Amis intervengono solo su due sostanze, acido solfidrico e mercurio (del mercurio solo i vapori), una parte risibile per quantità e tipologia dei gas emessi in totale. I gas geotermici  climalteranti più dannosi, il metano e la CO2, dopo aver attraversato i filtri senza trovare ostacoli si disperdono nel nostro cielo.
Sappiamo molto bene che anche per le centrali a ciclo binario che prefigurano la reiniezione totale dei fluidi geotermici i rischi di inquinamento sono elevati. Molto elevati.
Rischi causati dal fatto che in Italia i fluidi geotermici contengono quantità rilevanti di gas non condensabili che sono difficili da reiniettare totalmente. In altre parti del mondo, come ad esempio in Nuova Zelanda, dove si trovano fluidi geotermici simili ai nostri, i gestori degli impianti binari reiniettano solo la parte liquida scaricando direttamente in atmosfera i gas.
In altre parole, la reiniezione totale nel sottosuolo è molto complicata e dispendiosa; dal punto di vista della convenienza produttiva, meglio far sfogare direttamente i gas in atmosfera, con la sicurezza che le autorità preposte al controllo non muoveranno nessuna obiezione.

Leggiamo sulla stampa che i sindaci di diversi comuni della Toscana (come Loris Martignoni di Pomarance o Alberto Ferrini di Castelnuovo Val di Cecina) si sono detti molto preoccupati riguardo al fatto che Enel possa perdere gli incentivi di cui ha goduto fino ad ora.Soprattutto dal punto di vista dell’occupazione nel territorio, a loro dire grandemente dipendente dai posti di lavoro assicurati da Enel.
La notizia non ci meraviglia poichè, ormai è un fatto assodato,  la geotermia elettrica industriale deprime i territori dove sorgono le centrali determinandone l’abbandono da parte della popolazione e delle attività produttive tipiche della regione.
Turismo, agricoltura di qualità, artigianato non sono compatibili con la presenza di centrali geotermiche, come ampiamente dimostrato dai dati statistici riguardanti i comuni dove è già presente la geotermia industriale da decenni e che vedono i comuni “geotermici” fra i comuni più poveri ed economicamente depressi della Toscana.
Quindi, senza gli incentivi che Enel elargisce, questi comuni sarebbero condannati ad un livello inaccettabile di povertà.
La geotermia elettrica industriale non porta occupazione se non quella minima direttamente collegata al funzionamento delle centrali. Non porta benessere. Non porta progresso.
Rendiamocene conto. Non per picca politica o di puntiglio ideologico, ma perchè non è più tempo di prenderci in giro.
E’ giunto il momento di agire coerentemente secondo criteri che rispettino la salute, il benessere ed il futuro di tutto il pianeta, noi compresi, lasciando da parte risibili interessi di bottega e senza barattare per una manciata di posti di lavoro un sano sviluppo occupazionale ed ambientale del territorio, sviluppo che si può ottenere con attività molto più pulite.
Lasciamo che siano i dati scientifici e tecnici a determinare se una fonte di produzione energetica sia effettivamente rinnovabile e sostenibile ed evitiamo che interessi di convenienza politica o di bottega influenzino scelte di fondamentale importanza per il nostro futuro.
Consideriamo le evidenze con correttezza, onestà ed obiettività dando priorità assoluta alla questione climatica.

Ci auguriamo che il Ministero dell’Ambiente e la nuova compagine governativa prendano atto della gravità della situazione, scegliendo l’attuazione di politiche coraggiose ma necessarie, senza badare alle proteste di coloro che vantano meri, irresponsabili interessi di parte.
Tagliare gli incentivi giustamente dedicati alle rinnovabili, estromettendo dal loro godimento quelle fonti di produzione di energia che nulla hanno di rinnovabile nè di sostenibile, come la geotermia elettrica industriale, ci sembra un necessario, eccellente inizio.
Al contrario, la proposta di legge per la regolamentazione della geotermia recentemente presentata per la discussione al consiglio regionale della Toscana, dal consigliere dell’opposizione, Giacomo Giannarelli del Movimento 5 Stelle, ci sembra un passo indietro di rara gravità, sia nel contenuto della proposta, che non fornisce alcuna risposta o soluzione alle gravi criticità segnalate dai Comitati, sia, soprattutto, perchè assolutamente contraria alla posizione che lo stesso Giannarelli ed il suo schieramento politico, avevano espresso prima delle recenti elezioni politiche.
Un’inaspettata marcia indietro del Movimento 5 Stelle a favorire esclusivamente gli interessi degli industriali geotermici.

Speriamo che i recenti gravi fatti di emergenza meteorologica contribuiscano a convincere i nostri amministratori di quanto sia importante far prevalere saggezza e coerenza.


Comitato Difensori della Toscana

 

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