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DEFIBRILLATORI E SPORT: AL VIA LA NUOVA LEGGE

News inserita il 08-10-2015

Nuova legge in Toscana in materia di diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni nell’ambito della pratica fisica e sportiva. Lo ha deciso il Consiglio regionale – come ultimo atto della seduta di martedì 6 ottobre – registrando il voto favorevole di 29 consiglieri su 35 votanti, con l’astensione dei 6 del gruppo della Lega nord. Il nuovo testo - frutto di un approfondito lavoro svolto in commissione Sanità e sicurezza sociale, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd) – sostituisce in pratica la normativa del 2013, cui non era mai seguito un regolamento di attuazione, come spiegato in aula. Da qui la necessità di presentare “una legge ex novo, per fare chiarezza sulla dotazione di questi strumenti salvavita, definendo non solo il termine per la dotazione di tali generatori di impulsi, ma anche la formazione del personale autorizzato all’uso durante lo svolgimento dell’attività sportiva”. Nel corso della presentazione dell’atto, il presidente Scaramelli, scorrendo gli undici articoli della legge, ha messo nero su bianco i punti cardine, a partire dal termine del 1° luglio 2016, che vedrà scattare le sanzioni per società, enti e associazioni che gestiscono impianti sportivi e non si saranno dotati dei defibrillatori. Una mediazione trovata grazie ad un emendamento proposto da Scaramelli e sottoscritto da tutti i capigruppo consiliari. In tema di formazione – come specificato in un ordine del giorno collegato (a firma Mugnai, Quartini, Marras e Sarti) – si invita la Giunta a impegnarsi perché siano le Asl a farsene carico, non gravando sulle società sportive. Grazie alla nuova legge, inoltre, l’obbligo scatta solo sugli impianti sportivi e semplifica l’iter burocratico: i gestori non saranno più obbligati a produrre e inviare la documentazione, ma solo alla tenuta, presso l’impianto, del fascicolo contenente il materiale relativo al defibrillatore.

“Su questa legge nessuno potrà avanzare deroghe o proroghe, abbiamo fatto un buon lavoro, nell’interesse supremo di salvare le vite, tenendo aperti gli impianti sportivi e dotandoli di defibrillatori semiautomatici, andando incontro alle esigenze dei gestori, eliminando la burocrazia”, ha sottolineato Scaramelli, che nel corso del dibattito in aula ha continuato la propria opera di mediazione.

 

 

 

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