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CONSORZIO AGRARIO, BERNI: "CAI INTERESSATO SOLO ALL'ACQUISIZIONE IMMOBILI"

News inserita il 13-12-2021

“Il piano industriale del Consorzio Agrario di Siena e di Arezzo, tuttora in vigore, è stato oggetto di passaggi formali nelle assemblee con i soci, ed in conseguenza delle quali è stato adottato dal precedente Consiglio di Amministrazione come unica e reale forma di salvezza e sviluppo, nonché indipendenza e autonomia rispetto al futuro dell’azienda. E’ bene precisarlo ancora una volta, viste le dichiarazioni degli ultimi giorni da parte di Coldiretti. E’ stato anche detto che il CAP avrebbe 60 milioni di euro di debiti fra fornitori e banche: ebbene, è bene precisare però che i debiti verso i fornitori sono inferiori a 30 milioni di euro e sono coperti ampliamente dai crediti verso clienti e dal magazzino. Per quanto riguarda invece il debito verso il sistema bancario (gli altri 30) anche esso è ampliamente coperto dal patrimonio immobiliare del Consorzio (oggetto degli appetiti di qualcuno) che ammonta ad oltre 70 milioni di euro. Per cui fare affermazioni di quel tipo riportando informazioni incomplete e sibilline, è quantomeno fuorviante e non corretto. Così come non lo è, affermare - come ha fatto il direttore Coldiretti Solfanelli - che il Consorzio chiuderà il bilancio di quest’anno con una perdita di 800 mila euro al fine di enfatizzare un dato negativo anche per il corrente esercizio. Viceversa occorre precisare che il conto economico del Consorzio nel 2021 torna a generare cassa e che la perdita stimata a meno di 800 mila euro è ampliamente inferiore rispetto alle previsioni di piano e risente di ammortamenti relativi ad investimenti fatti nelle precedenti gestioni”.

A sottolinearlo è Valentini Berni, presidente Cia Agricoltori Italiani Siena intervenendo sulla vicenda del futuro del Consorzio Agrario di Siena.

“Il piano – prosegue Berni – che ha avuto il beneplacito del sistema bancario ha l’obiettivo di rimettere in gioco le potenziali virtuosità del Consorzio Agrario e ha già iniziato a generare i primi effetti positivi. Un piano che è stato anche approvato al primo consiglio utile e votato all’unanimità da parte dei consiglieri, compresi quelli in quota Coldiretti, che presero atto del piano industriale che andava portato avanti e che rappresentava la migliore soluzione per la continuità aziendale e la ripresa del Consorzio stesso.

“E’ bene precisare, peraltro – continua Berni -, che questa battaglia che stiamo portando avanti non è fra le diverse confederazioni agricole, ma nell’unico interesse del futuro Consorzio Agrario, che deve rimanere svincolato da dinamiche nazionali interessate solo ed esclusivamente ad acquisirne il patrimonio immobiliare e non alla gestione dell’agricoltura senese e aretina”.

 “In questo momento, tuttavia, Coldiretti, - prosegue ancora Berni - con l’azione di aver tolto il vecchio direttore e inserito il nuovo che risponde direttamente a CAI (Consorzi Agrari d’Italia) ha già tracciato una linea, senza peraltro ascoltare i soci. Quegli stessi soci, chiamati ad esprimersi nelle assemblee parziali dei prossimi giorni per eleggere i delegati in preparazione della assemblea del 17 dicembre, ai quali viene detto che l’unica salvezza sarebbe quella dell’ingresso in CAI , omettendo una spiegazione effettiva dei contenuti e numeri del progetto, tralasciando volutamente il piano industriale già esistente e già operativo con risultati positivi e superiori alle aspettative. Tutti i soci devono informarsi su come stanno le cose ed andare a votare personalmente, possibilmente senza delegare ad altri, secondo coscienza e nell’interesse della propria azienda, ricordando che una volta persa l’autonomia, le scelte su questo territorio e su questo Consorzio verranno fatte altrove e non dagli agricoltori senesi e aretini”.

“Purtroppo – conclude il presidente Cia - l’unico vero obiettivo a tutti fin troppo evidente è che CAI vorrebbe acquisire gli immobili del Consorzio Agrario, senza contare quanta sia ad oggi la svalutazione che gli immobili hanno già subito. Infine – conclude Berni - è giusto precisare anche come le ultime operazioni immobiliari fatte dal Consorzio Agrario che dovevano servire per creare plusvalenze, in realtà costino ogni anno circa 250 mila euro per mantenere le immobiliari che gestiscono questi immobili. Di solito operazioni immobiliari di cessione di beni, quindi, costano e non portano risultati positivi”.

 

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