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"BENE L'ACCORDO FMPS E MPS MA CHI STA GUIDANDO LE DANZE?"

News inserita il 23-07-2021

L’accordo raggiunto tra la Fondazione MPS e il Monte dei Paschi, una volta perfezionato, rappresenterà sicuramente un elemento importante, ancorché parziale, nel percorso di normalizzazione gestionale della Banca.

Certamente fa riflettere la notevole distanza tra l’originaria pretesa da parte della Fondazione e l’importo che la stessa andrebbe ad incassare per l’estinzione delle pendenze, segno che forse si poteva raggiungere lo stesso risultato anche senza “stressare” la situazione con una richiesta che all’epoca generò intorno alla Banca preoccupazioni di cui non si avvertiva la mancanza.

Così come fa riflettere il fatto che il Sindaco oggi stia rivendicando il merito di questo accordo quando in realtà egli stesso, in una lettera aperta indirizzata al Presidente Draghi il 28 giugno scorso, ammetteva sostanzialmente la sua totale emarginazione politica dalla trattativa.

Prendiamo comunque atto con interesse del riferimento, all’interno dell’accordo, al patrimonio artistico della Banca. A tal proposito, ricordiamo che fu grazie ad un incisivo intervento proprio di Sena Civitas se a suo tempo venne scongiurata la sciagurata ipotesi di una cessione a terzi di tale patrimonio. Ogni soluzione che metta definitivamente in sicurezza questo insostituibile asset non potrà che essere accolta con favore da chi ha cuore il bene della città.

Sicuramente c’è ancora tanto lavoro da fare, soprattutto in vista dell’imminente pubblicazione da parte della BCE dei risultati dello Stress Test ma abbiamo comunque accolto con soddisfazione la recente manifestazione di ottimismo da parte dell’AD di BMPS Bastianini circa la continua riduzione del fabbisogno di capitale della Banca.

Proprio in relazione a questo, riteniamo che il mantenimento della Banca in un sentiero virtuoso di continuo miglioramento e di rimozione delle sue criticità (a partire dal nodo delle vertenze legali) sia un elemento imprescindibile per poter continuare a immaginare un futuro sostenibile per la Banca stessa, per i suoi dipendenti e per i territori storici di riferimento. In tal senso, riteniamo che la strada maestra non sia, come abbiamo già affermato nei mesi scorsi, quella della cosiddetta “operazione strutturale”, ovvero la svendita della Banca sul mercato, per via degli inaccettabili rischi connessi in termini di “macelleria sociale”.

Auspichiamo piuttosto il mantenimento del ruolo di azionista di riferimento del Tesoro almeno fino al completo risanamento della Banca, ancor più alla luce dei segnali di oggettivo miglioramento che stiamo osservando negli ultimi mesi.

Sena Civitas

 

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