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AZIONE: "TOSCANA IN ZONA ROSSA, LA DISFATTA DELLA GIUNTA GIANI"

News inserita il 27-03-2021

Remaschi, Azione: “Purtroppo dobbiamo rilevare ancora una volta tutta l’incapacità di una giunta regionale, guidata da un Presidente e un assessore che non riescono ad implementare le azioni necessarie in campo sanitario, creando per di più  false illusioni sempre disattese dai fatti.”

Azione non può rimanere in silenzio di fronte ad una gestione della sanità regionale che è diventata surreale finendo sotto i riflettori anche da parte della cabina di regia nazionale, soprattutto per le scelte fatte in ambito vaccinazioni.

“Ci giungono voci di verifiche in corso da parte del CTS e commissioni governative per capire quali siano i criteri di priorità adottati dalla regione Toscana per la somministrazione dei vaccini”  – dice Remaschi, coordinatore di Azione in Toscana. “E’ un fatto gravissimo, purtroppo la nostra regione è stata direttamente “ripresa” anche dal Presidente Draghi per essere all’ultimo posto, con percentuali ridicole sulla vaccinazione delle categorie più a rischio. Siamo agli ultimi posti per somministrazioni su queste categorie e questo il presidente Giani e l’assessore Bezzini dovranno spiegarlo”.

Ci sono poi i continui annunci del presidente Giani, fatti il giovedì in “pompa magna” e mestamente smentiti il venerdì con la coda tra le gambe, che creano solo false illusioni e rabbia in categorie già allo stremo delle forze, come parrucchieri, estetisti, negozi e attività commerciali che vedono ormai l’anno che doveva essere quello della “rinascita”, come un altro anno di grandi sofferenze.

“Qui non è solo questione di brutte figure di livello nazionale a cui la nostra Toscana è continuamente sottoposta, la situazione è molto più seria di quel che si pensa. Se la Giunta regionale non riuscirà a dare spiegazioni plausibili sui criteri di priorità adottati sul piano delle vaccinazioni e a spiegare perché siano state vaccinate categorie professionali prima delle categorie “prioritarie” definite dal piano nazionale, si potrebbe addirittura profilare una clamorosa ipotesi di commissariamento della sanità toscana.” – chiude Remaschi.

Azione

 

 

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