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ALL'ABBAZIA DI SAN GALGANO LA MOSTRA "L'ESSENZA DELLA FORMA"

News inserita il 24-08-2016


Il Comune di Chiusdino in collaborazione con l’Associazione A.L.I. (Artisti Liberi Indipendenti) in terra di Siena presentano la mostra dell'artista Giuseppe Guanci " L’essenza della forma” ,presso lo Scriptorium dell’ Abbazia di San Galgano (SI) . la mostra resterà aperta  dal 25 agosto 2016 al 9 ottobre 2016.

Inaugurazione della mostra mostra venerdì 25 agosto alle ore 17,allo Scriptorium di San Galgano, alla presenza del Sindaco di Chiusdino, Luciana Bartaletti, . Seguirà buffet.

Orario di apertura al pubblico ore 9,00 – ore 19,00. Ingresso gratuito.

"La mia formazione artistica - scrive Giuseppe Guanci -  inizia già da giovanissimo con la frequentazione, negli anni ’70 della Scuola di Arti e Mestieri Leonardo da Vinci di Prato, proseguita poi con gli studi presso il Liceo Artistico di Firenze, dopo del quale iniziano le prime mostre. L’impegno in campo artistico è stato in realtà discontinuo, caratterizzato da periodi di forte attività inframmezzato anche da lunghissimi periodi di silenzio.A metà degli anni 90’ l’incontro con alcuni designer fiorentini mi conferisce una rinnovata vitalità che mi porterà a riprendere il mio percorso artistico . E’ questo il momento del massimo exploit della tecnica che sperimenterò fino ai limiti della materia stessa, producendo opere di discrete dimensioni come il virtual portrait (alto mt. 1,40) in cui sperimento anche tutta una serie di tensioni del materiale, risolte sulla superficie della forma, che permettono alla scultura assolutamente inconsistente di non afflosciarsi su se stessa. Nasce quindi l’idea delle tessosculture parola ove quel “tesso” allude contemporaneamente alla natura quasi tessile della superficie, ma anche alle tensioni che su essa si esercitano parafrasando le tensostrutture del mondo delle costruzioni. Dopo questa fase segue un altro lungo periodo di 10 anni di assoluto silenzio, quando improvvisamente sento la necessità  di realizzare compiutamente la mia ricerca, partita trent'anni prima, e di far liberamente muovere nello spazio quel segno-filo, senza il supporto di alcuna base prelavorata (rete metallica), creando immagini tridimensionali. Dopo una prima sperimentazione su piccole forme, facilmente controllabili, sono passato alla complessa scala reale e per la prima volta ho realizzato Amilcare, una figura umana in filo di rame. Per la loro caratteristica "tessile" di intrecci spaziali, ho voluto chiamare queste opere Tessoforme."

 

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