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BLOCK NOTES: SIENA BIOTECH, GRIDO DI DOLORE

News inserita il 19-02-2015

Marcello Clarich ha messo l'azienda in liquidazione licenziando tutti i lavoratori.

Torno sulla Siena Biotech, sulla sua sorte, perchè il ferro va battuto fino a quando è rovente...

Per la verità, il ferro era caldo, caldissimo, anche un paio di anni fa, visto che la società di ricerca ha vissuto costantemente in perdita, fin dalla sua nascita. Eravamo allora nell'era, infausta di Gaviraghi, e il duo Mancini-Parlangeli, che della Biotech aveva fatto un fiore all'occhiello, copriva annualmente le perdite, a volte anche considerevoli, senza preoccuparsi, loro, e con loro i membri "muti" del Consiglio di Amministrazione, di legare le sorti della Società a un veicolo industriale e commerciale che potesse sostenere gli sforzi dei ricercatori. Tanto ci pensava Babbone.

Anche la Mansi, impegnata a salvare il salvabile in Fondazione, ha fatto poco o niente, anche se aveva approvato il piano industriale, per venire incontro alla Biotech, ma Marcello Clarich ha fatto di più. Non ritenendo più sostenibile il progetto Siena Biotech ha messo l'azienda in liquidazione licenziando tutti i lavoratori.

Come scrissi in un block notes di qualche tempo fa, la situazione, forse, non gli consentiva altri sbocchi, ma è comunque decisamente grave che, prima di prendere la drastica decisione, lui e insieme a lui i Consiglieri, non so fino a che punto "muti", non abbiano suonato la grancassa, convocando un tavolo di crisi con tutte le Istituzioni territoriali senesi e regionali, l'Università e le rappresentative sindacali. E invece...si chiude e la finiamo qui.

I lavoratori (50 famiglie) hanno occupato e continuano a tenere viva la fiammella.

Intanto veniamo a sapere che proprio in questi mesi stavano cercando di sperimentare un nuovo farmaco, in grado, a quanto pare, di poter validamente contrastare il morbo di Huntington, una rara malattia neurodegenerativa della quale soffrono 6.000 Italiani e 100.000 cittadini europei.

Le speranze di questi ammalati sono...erano...legate agli studi che la Siena Biotech stava portando avanti. Certo eravamo ancora ad una fase di sperimentazione e ci sarebbe voluto ancora del tempo prima di poter mettere a disposizione degli ammalati un medicinale. Ma la scure che si è abbattuta sulla "nostra" società ha messo la parola fine alla sperimentazione.

Faccio un appello a chi DEVE avere orecchie per sentire ed operare. Se la Biotech non ce la fa più ad andare avanti con le sue gambe, mi pare impossibile, che gli studi avanzati, non possano interessare qualche vicino o lontano polo farmaceutico.

Purtroppo seimila ammalati sono niente. Le aziende farmaceutiche sempre ciniche e qualche volta anche bare, fanno utili operando su grandi numeri, ma il Ministero competente non può non ascoltare il grido di dolore di chi è incappato in questo terribile morbo.

Insomma se Siena non è in grado di raccogliere la palla...vediamo di passarla ad altri, attenti però a che il solito furbetto non cerchi di lucrare sui brevetti...mandando comunque a casa chi alla Biotech ha lavorato e nella Biotech ha sviluppato tutta la sua professionalità.

Per ora...come per il Monte dei Paschi...si è mossa Sel...Non ne faccio una questione politica, si badi bene, ma gli altri...soprattutto quelli che detengono maggioranze a Siena, in Regione e in Italia, che fanno restano alla finestra, aspettando che il temporale passi?

Occhio perchè qualche volta il temporale coglie di sorpresa e ti lascia zuppo come un pesce, o come un cane bagnato e bastonato.

Roberto Morrocchi

 

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