



RADICOFANI – Per il terzo anno consecutivo, con la stessa formazione vincente, Borgo Maggiore domina il Palio del bigonzo, alla fine di una giornata ricca di eventi, con l’arrivo al tramonto, ormai sotto le luci dei lampioni. Al secondo posto il Castello di Contignano, la nuova contrada, che pure era partita per ultima. Le gare precedenti con l’arco avevano determinato l’ordine di partenza, con una distanza di circa un metro tra una contrada e l’altra. Al primo posto Borgo Maggiore, quindi Castelomorro, Bomigliaccio e Borgo Castello. Dunque, Contignano si è subito dimostrata competitiva. Intanto, hanno confermato la loro supremazia Nicola Mutarelli e Mirco Perugini, coppia di partenza, che ha lasciato come “testimone” il bigonzo a Gregorio Zaccari e Daniele Fabbrizzi. L’arrivo è stato un trionfo, tra le acclamazioni in piazza San Pietro. Leggermente distaccato Castello di Contignano, quindi Bonmigliaccio, Castelmorro e Borgo Castello. L’evento è stato organizzato direttamente dalle contrade, che hanno allestito anche ristoranti e stand gastronomici, ed è iniziato nella mattinata, con un corteo. Quindi la messa e, alle 12, dalla presentazione del drappellone dipinto da Serena Crestini e della benedizione delle contrade. Alle 16, nel bosco Isabella, gara di tiro con l’arco (quella che ha determinato l’ordine di partenza), seguita dal lancio della sfida di ogni contrada nelle piazze delle avversarie. Alle 18 una sorta di “punzonatura”, con il peso del bigonzo, seguito da uno spettacolo degli sbandieratori di Radicofani. Alle 18,45, ricostruzione di un combattimento medievale: un “duello cortese” della compagnia Milites armati di Milano. La corsa subito dopo, intorno alle 19. Consiste nella sfida tra cinque coppie di barellieri che devono trasportare, uno dietro l’altro, il famoso “bigonzo”, termine locale che indica una sorta di contenitore di legno per l’uva, sostenuto da una barella in legno (il cosidetto barellino). I giovani si allenano tutto l’anno, anche perché si devono abituare a correre in salita e a coordinare i movimenti compatibili con il trasporto di un oggetto pesante e ingombrante, che ostacola i naturali movimenti. Le gare precedenti determinano l’handicap di partenza, con la posizione migliore per chi ha il punteggio più alto. La corsa con il bigonzo è accompagnata dall’entusiasmo di contradaioli e turisti, per terminare sugli scalini della pieve di San Pietro. Tutta Radicofani è coinvolta nell’organizzazione, che prevede menù medievali a cena. Persino i costumi medievali sono stati cuciti da sarte del paese, grazie a un progetto finanziato dalla Regione allo scopo di recuperare gli antichi mestieri, un autofinanziamento delle contrade e a un contributo del Comune. Ma la cosa ancora più importante è che la realizzazione e cucitura dei modelli ha rappresentato un momento di confronto e socializzazione fra signore di generazioni diverse che hanno collaborato. |