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UNA FINESTRA SU SIENA: L’AMICIZIA TRA CHIGI SARACINI E VICO CONSORTI

News inserita il 07-06-2017

Al loro sodalizio artistico si deve la progettazione e realizzazione della porta di bronzo collocata sul lato esterno della Cappella del Voto del Duomo.

Vico Consorti, nato a Semproniano nel 1902, è stato un rinomato scultore di fama internazionale che ha legato il suo nome alla città di Siena ed in particolare a quello del Conte Guido Chigi Saracini, con il quale fu legato da una profonda amicizia che durerà per tutta la vita. Un legame, dal quale scaturì un sodalizio anche artistico capace di produrre nel tempo opere d’arte di notevole spessore che hanno contribuito ad “abbellire” la città del Palio.

I due si conobbero alla fine della seconda guerra mondiale, quando il Consorti si stabilì definitivamente a Siena, città che ben conosceva per gli studi che effettuò negli anni ‘20 presso l’Istituto d’Arte. Fu proprio in quel periodo che si “legò” intimamente alla città diventando dragaiolo, ricoprendo successivamente anche la carica di Priore, e realizzando, nel 1977, la fontanina con le cui acque, ogni anno, in occasione della Festa Titolare, ricevono il battesimo contradaiolo i nuovi nati del Drago.

Da questa amicizia, ininterrotta, nacque, come detto, anche una fruttuosa collaborazione artistica che sfocerà nella realizzazione della porta di bronzo collocata sul lato esterno della Cappella del Voto del Duomo. La porta, inaugurata il giorno del Palio dell’Assunta del 1946, fu fortemente voluta dal Conte Chigi Saracini quale riconoscenza per la salvezza di Siena dagli orrori della guerra appena conclusa.

L’opera fu così apprezzata che il Consorti venne chiamato a realizzarne altre di simili, la più importante delle quali è sicuramente la Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano che dal 1950 tutti i Papi aprono in occasione dei Giubilei.

Sull’onda di questo successo professionale, Vico Consorti decise allora di lasciare Siena per trasferirsi in Sud America, ma la sua amicizia con il Conte Chigi non verrà mai meno, come testimonia lo scambio epistolare raccolto nel volume a cura di Giuliano Catoni e Guido Burchi “Alla corte d'Armonia: immagini e testimonianze su Guido Ghigi Saracini”.

Eccone un estratto:

"Bogotà, 14.8.1952
Caro, carissimo Conte […] non vedo l’ora di tornare (fra due anni) per fare il monumento a Chopin nel parco di Castelnuovo!!! Dopodomani sono 6 anni che abbiamo inaugurato la nostra Porta!!! L’abbraccia il suo cocco brutto. Vico Consorti

Siena, 21.8.1952
Caro, carissimo Cocco Bbbello […] Dio voglia che al suo ritorno possiamo mettere nel Parco di Castelnuovo Berardenga un bel ricordo al divo Chopin. Le scrivo da questo caravanserrail che anche quest’anno rigurgita d’Iscritti e ne ho di negri e di cinesi! […] Guido Chigi Saracini"

Andrea Verdiani

 

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