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TORNANO LE GIORNATE DEL FAI DI PRIMAVERA: UN ITINERARIO TRA LE CRETE SENESI

News inserita il 16-03-2018

"Asciano Arte e Paesaggio" il 24 e 25 marzo

Il 24 e 25 marzo 2018 tornano le Giornate FAI di Primavera, ma è dal 1993 che ogni anno il FAI-Fondo Ambiente Italiano festeggia il ritorno della Primavera con un evento eccezionale, il primo in Italia, in cui la riscoperta del patrimonio d'arte e natura del nostro Paese si trasforma in una grande festa di piazza accessibile a tutti.

La Delegazione FAI di Siena per le Giornate FAI ha scelto di far conoscere la bellezza e i tesori nascosti del nostro territorio con un programma dal titolo:

Asciano Arte e Paesaggio. Un itinerario tra le crete senesi

Il progetto ha trovato una forte adesione dell’Amministrazione del Comune di Asciano, un importante sostegno finanziario e organizzativo della Pro Loco di Asciano e come media sponsor RADIO SIENA TV che seguirà l’intera manifestazione.

In queste Giornate FAI di Primavera viene proposta la visita ad Asciano, Chiusure e Montalceto dove sarà possibile visitare, oltre ai luoghi abitualmente aperti - come la Basilica di Sant’Agata, la chiesa di Sant’Agostino, la Pieve SS. Fabiano e Sebastiano e i Musei  “Civico e Archeologico e d’Arte Sacra di Palazzo Corboli” e  “Cassioli e l’arte senese dell’Ottocento” - dei siti abitualmente poco accessibili e sconosciuti, come la Casa del mosaico romano, l’Antica Farmacia Francini Naldi, la Pieve di Sant’Ippolito e la chiesa di San Francesco. Altra chicca delle Giornate FAI di Primavera è una mostra dedicata all’arte senese dell’Ottocento dal titolo “Amos Cassioli e gli amici puristi”, presso il Museo Cassioli, e inoltre a Chiusure sarà presentata la tela restaurata del pittore senese Bartolomeo Neroni detto il Riccio raffigurante “Madonna col Bambino e i santi Benedetto e Michele Arcangelo”.

Grazie alla Famiglia  Francini Naldi, noti farmacisti di Asciano, sarà possibile visitare due luoghi incredibili e affascinanti:

CASA DEL MOSAICO ROMANO

Importantissimo pavimento in mosaico policromo del II sec. d.C. considerato parte di un’antica villa rurale romana, probabilmente dotata anche di terme. Scoperto nel 1899, lo scavo mise in luce un grande pavimento di forma rettangolare diviso in due spazi da distinte decorazioni musive: nel vano principale è visibile una decorazione sontuosa e severa formata da grandi rosoni quadrilobati con fogliami mentre l’altro vano, più piccolo, è decorato da motivi geometrici e da nodi di Salomone. Sicuramente, in origine, erano due stanze distinte e utilizzate per usi diversi. Il perfetto stato di conservazione permette di ammirare la raffinata tarsia.

(Visita riservata ai soli soci FAI)

FARMACIA FRANCINI NALDI

L’antica Farmacia Francini Naldi, fondata nel 1795, appartiene da dieci generazioni alla stessa famiglia, raro esempio di una passione che si è tramandata tra fratelli, figli, cugini e nipoti ultimo dei quali il Dott. Giovanni de Munari, attuale direttore e proprietario.

La Farmacia conserva ancora oggi gli arredi originali realizzati dai Baroni, noti artisti ascianesi, in stile impero con mobili lucidati a lacca e decorati in oro nelle parti ornamentali. Negli scaffali sono ancora conservati gli antichi vasi da farmacia. Grazie ad un attento restauro risalente al 1830 e alla successiva manutenzione la farmacia è oggi in perfetto stato di conservazione.

Grazie alla collaborazione della Famiglia Panichi ecco la presentazione di un’altra perla del territorio di Asciano:

PIEVE DI SANT’IPPOLITO

E’ questa la più antica chiesa di Asciano e conserva nel suo interno un unico altare sormontato da una nicchia centinata decorata con un importante affresco rappresentante una Sacra Conversazione, composta dalla Madonna in Trono col Bambino e i Santi Pietro, Paolo, Ippolito e Cassiano. Ai lati dell'immagine centrale, l’affresco continua con finte nicchie nelle quali si trovano, a sinistra le figure di S. Domenico e S. Agostino, a destra S. Antonio da Padova e un ultimo personaggio che in seguito fu occultato da un finto tendaggio. Nonostante il recente restauro (2015), questa figura presenta tracce talmente labili da non renderne possibile il riconoscimento. L’affresco fu attribuito già dai primi dell’800 all'artista senese Giacomo Pacchiarotti. Ricerche recenti attribuiscono questo affresco ad artisti umbri.

Nel programma un’importante chiesa dell’ordine francescano:

CHIESA DI SAN FRANCESCO

Costruita alla fine del Duecento l’edificio si inserisce nel pieno dell’esplosione edilizia dei nuovi ordini mendicanti, che gareggiavano ormai tra loro e con il clero secolare nel costruire templi sempre più grandiosi e magnifici. Grande interesse rivestono gli affreschi emersi dal restauro di fine Novecento, come quelli della cappella maggiore (1300 ca.) che costituiscono una prima e genuina reazione alle strabilianti novità della Basilica di San Francesco ad Assisi nel momento dell’avvicendamento tra Cimabue, i maestri romani e Giotto. Lungo le pareti invece è possibile vedere l’opera di uno dei protagonisti della pittura senese della metà del Trecento, Jacopo di Mino del Pellicciaio, pittore a lungo attivo per i Francescani e di cui, grazie alle scoperte ascianesi, è possibile ricostruire con precisione il percorso.

Altri affreschi documentano l’attività di Bartolo di Fredi e Agostino di Marsilio e consentono di proporre una prima ricostruzione della figura del pittore locale Giovanni d’Asciano, il cui corpus non è stato ancora ricostruito, fino a valutare l’impatto della decorazione del chiostro dell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore del Signorelli e del Sodoma.

Un’iniziativa speciale sarà la mostra, presso il Museo Cassioli, dal titolo:

“Amos Cassioli e gli amici puristi - Opere dell’800 senese da una collezione privata”

L’esposizione è organizzata dall’associazione Pro Loco di Asciano, unitamente al Comune di Asciano e alla Delegazione del FAI di Siena e Provincia, con il patrocinio della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.

La mostra presenta circa 40 opere, di proprietà privata, tra disegni, dipinti e acquarelli di Amos Cassioli e dei maggiori protagonisti della scuola senese  dell’Ottocento quali: Luigi Mussini, Alessandro Franchi, Cesare Maccari, Pietro Aldi, Riccardo Meacci. L’esposizione aggiunge un importante tassello alla conoscenza della storia dell’arte senese dell’Ottocento ed è anche l’occasione per riportare all’attenzione del pubblico il Museo Cassioli, unico esempio che espone al suo interno la più importante raccolta di pitture da cavalletto dell’ 800 di Siena e Provincia.

CHIUSURE - Visite a cura del Gruppo FAI Giovani Siena

Visita all’antico borgo di Chiusure e alla Chiesa di San Leonardo dove sarà possibile ammirare la tela restaurata della “Madonna col Bambino e i santi Benedetto e Michele Arcangelo”, eseguita nel 1533 dal pittore senese Bartolomeo Neroni detto il Riccio (Siena 1505 ca - 1571). Il restauro, eseguito dal restauratore Jacopo Carli è stato finanziato dalla Delegazione FAI  e dalla Pro Loco.

Bartolomeo Neroni fu uno dei protagonisti del fervore artistico nella Siena dei primi anni Trenta del Cinquecento. Fortemente influenzato da Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, di cui fu anche il genero poiché sposò la figlia, ne divenne il sostituto a Siena e ne ereditò la bottega, seguì all’inizio anche il vocabolario della pittura all’antica di Baldassarre Peruzzi e fu sempre coinvolto e partecipe alle novità del Beccafumi.
La tela si colloca all’inizio della carriera artistica del pittore, è evidente una forte somiglianza con i personaggi del Sodoma, una grande attrazione per la pittura del Beccafumi e una precoce attenzione per le novità peruzziane.

 

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