SIENA NOTIZIE NEWS

STORIA DEL PALIO: MARTINO

News inserita il 17-07-2017

Due volte scelto dai capitani, non ha mai corso la carriera.

La vicenda di Tornasol avrà fatto certamente tornare alla mente degli appassionati di Palio e di coloro che lo hanno vissuto in prima persona, il caso di un altro cavallo che, esattamente trent’anni fa tenne in scacco per oltre un’ora la Piazza con i suoi capricci, e che detiene altresì  un record sicuramente ineguagliabile in futuro.

Martino, mezzosangue baio nato nel 1982, fece la sua prima apparizione in Piazza nelle batterie del luglio 1986 ma venne scartato dai capitani. Nelsuccessivo Palio di agosto fu invece scelto ed andò in sorte al Nicchio che fin dalla prima prova lo affidò all’allora astro nascente Massimino che aveva debuttato nel luglio precedente. Per il Nicchio non fu quella una carriera fortunata in quanto Massimino fu colpito da un calcio di Vipera durante le fasi di mossa, e si procurò una frattura che non permise alla contrada dei Pispini di partecipare. Nelle ore precedenti al Palio era arrivato anche il forfait del Montone per un problema alla cavalla Olympia Mancini così, per la prima volta nella storia, la carriera, vinta poi dalla Giraffa con Fenosu e Truciolo, fu corsa da sole 8 contrade.

Martino fu ripresentato ad agosto e stavolta toccò al Drago che scelse Falchino come sua monta. La sera del Palio la contrada di Camporegio fu chiamata di rincorsa e, mentre tra i canapi regnava una certa calma, Falchino traccheggiava in attesa del momento a lui favorevole per entrare. Con il passare del tempo però Martino cominciò ad innervosirsi e ad allontanarsi dai canapi, fino ad arrivare all’altezza del Casato e tutti i tentativi di riportarlo nella zona della mossa furono vani; per oltre un’ora ci provarono prima i vigili urbani, poi il barbaresco, i mangini ed il capitano Emilio Giannelli, ma Martino non ne voleva sapere. E quando, dopo un lungo tira e molla, un mangino riuscì in qualche modo a trascinare Martino nei pressi del verrocchino, Massimino nell’Oca ed Aceto nell’Istrice fiancarono costringendo il mossiere D’Inzeo ad abbassare il canape e ad azionare il mortaretto. Probabilmente quell’abbassamento fu il pretesto tanto atteso dal mossiere per sventolare la bandiera verde e rispedire tutti all’Entrone, come prescrive il regolamento. Per provare a risolvere la situazione, che era divenuta ormai ingestibile, fu allora deciso di cambiare busta; il Drago, stavolta chiamato al quarto posto, fu fatto entrare subito e senza fantino, con un’evidente quanto inevitabile violazione al regolamento, con Falchino che montò solo all’interno dei canapi. Quando la Selva, che nella prima mossa era al primo posto, dette la rincorsa, Martino scartò all’indietro e si impennò costringendo Falchino a scendere ed a rinunciare a correre quel Palio.

Si concluse così l’avventura in Piazza di Martino, sfortunato cavallo che non ha corso alcuna carriera pur essendo stato scelto per due volte dai capitani.

 Davide Donnini

 

 

Galleria Fotografica

Web tv