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BLOCK NOTES: IL CONCISTORO DEL MANGIA E LA CRISI D'IDENTITÀ

News inserita il 18-05-2017

Per una volta concordo con il fondo del Capo Redattore della cronaca di Siena de La Nazione.

Ci ha scossi dal torpore e lo smarrimento in cui sembriamo sprofondati.

Possibile che il Concistoro del Mangia, espressione delle 17 Contrade, del Comune, dell'Università, del Gruppo Stampa e di diverse altre Istituzioni non sia in grado di proporre nomi, volti e personaggi Senesi, per nascita o per appartenenza, degni del Mangia e delle Medaglie di civica riconoscenza?

Chi segue il mio Block Notes sa bene che sono un convinto difensore del Mangia, che rappresenta da sempre un momento di festa e di riflessione sulla nostra Comunità e sui valori, in tutti i campi dello scibile umano, dei quali possiamo andare orgogliosi.

Non si tratta – ecco l'errore nel quale a volte si cade... – di trovare eccellenze assolute degne del Nobel, quanto di riconoscere le capacità di nostri concittadini che si siano distinti, con il loro operato, in Campo Nazionale, dando lustro, come avrebbe detto Mario Celli, alla nostra Siena (i Mangia), o in ambito cittadino (le Medaglie).

Accade già da qualche tempo, dopo l'apertura della grande crisi che ha investito anche la nostra città, che ha ridotto all'osso la Fondazione e terremotato la Banca, che si stenti a trovare ed indicare personalità degne dei riconoscimenti che si richiamano agli “Speroni d'oro” di storica memoria.

Il Capo Redattore de La Nazione ci dice che andando a guardare il palmares dei premiati si nota come a volte politica e potentati abbiano fatto la voce del padrone. Io vado oltre, qualche volta sono stati premiati personaggi di oscuro valore sul piano operativo ed umano. Ma, visto che qualche anno fa insieme a Monica Guazzi, Antonio Gigli e Vincenzo Coli, ho collaborato alla realizzazione del libro “Siena nel cuore”, dove sono raccolti i profili dei premiati dal 1986 al 2009 – quelli dal 1952 al 1985 furono redatti a suo tempo da Lucia Nardi – ho colto al volo comeil Concistoro sia riuscito, in 65 anni, a riconoscere, quasi sempre, i meriti della sua gente onesta e laboriosa.

Ora – ha ragione La Nazione – pare che si abbia come il timore di esporsi. Piegati ancora dalla crisi e raggomitolati su noi stessi. Se così fosse ecco che proprio il Mangia potrebbe/dovrebbe  rappresentare il trampolino dal quale riprendere lo slancio. Con nomi di chi ha maturato esperienze positive – e potrei farne qui una decina per il Mangia e molti di più per le Medaglie – anche in questi tumultuosi anni duemila. Quando leggo che il Magistrato si è chiuso a riccio, che il Gruppo Stampa è rimasto in silenzio, che lo stesso Comune si è mosso tardi...mi cadono le braccia. Voglio sperare, però, che allo scadere del termine qualcuno si guardi allo specchio e ritrovi il coraggio per esporsi. Se Siena non fosse più in grado di leggere nelle pieghe della sua comunità civica, sarebbe il segnale nefasto di una crisi di identità che va ben oltre la “crisi” economica.

Roberto Morrocchi

 

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