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AGRIPOST: DALL’ITALIA UN NUOVO DISERBANTE 100% NATURALE

News inserita il 10-04-2017

Dopo le recenti discussioni sulla possibile attività cancerogena del glifosate, uno dei diserbanti chimici di sintesi maggiormente utilizzati in agricoltura, famoso per la sua non selettività (agisce su tutte le specie erbacee considerate spontanee e non), smentita (con polemiche da parte di Greenpeace sulla veridicità dei dati ottenuti) in questi giorni dalle ricerche condotte dal Rac (Risk Assessment Commitee) per conto dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa), dalle quali è risultata la completa estraneità della molecola da possibili effetti mutageni, teratogeni o genotossici, è uscita fuori la notizia che un team di ricercatori ed imprese, capitanati da Daniela Ducato, responsabile della filiera “Edizero Architecture for peace”, ha sviluppato un potente erbicida 100% di origine naturale. Il prodotto, come spiega la stessa Ducato, è ottenuto da sostanze derivanti da altri processi produttivi, come estratti di lana di pecora, scarti di malvasia e dell’olio d’oliva ed eccedenze delle lavorazioni vitivinicole; l’azione fitotossica è garantita dalla combinazione di tutti questi elementi che intrappolano il calore provocando il disseccamento rapido della pianta già dopo un paio di giorni, ma cosa più importante è l’assenza di alterazioni al terreno e alla pedofauna. Le performance di questo nuovo prodotto hanno già ricevuto apprezzamenti in Francia ed USA dove viene impiegato per i trattamenti sulla pervinca del Madagascar, che serve per la cura della leucemia, ma anche in Italia, in Sardegna, dove è stato testato, e tutt’ora utilizzato, per la cura del verde urbano nel Comune di Cagliari, città nella quale ha avuto origine. L’idea di avere un prodotto completamente innocuo per la salute umana, per l’ambiente e per la fauna, facilmente reperibile ed utilizzabile anche in agricoltura biologica, era un qualcosa che mancava sul mercato dei prodotti fitosanitari. Vista l’egoistica supremazia dell’uomo su tutti gli altri componenti degli ecosistemi terrestri, dominio che ha portato enormi squilibri e dissesti su ogni fronte naturale, è ormai all’ordine del giorno la ricerca di soluzioni innovative al fine di limitare i rischi per la sopravvivenza della componente vivente del nostro pianeta. L’errata gestione delle risorse disponibili da parte dell’uomo sin dai primordi della sua esistenza, ha inevitabilmente condannato il pianeta Terra ad un lento deperimento, tant’è che siamo arrivati ad un punto in cui risulta indispensabile una svolta drastica nella qualità della vita così come oggi viene interpretata. Soluzioni come queste descritte, rappresentano una opportuna risposta alle richieste che, seppur silenziosamente, l’ambiente ci chiede; l’obiettivo è continuare su questa strada, la speranza è riuscire a mantenerla.

Tommaso Martellini

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