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MUSICA NUDA, PIENE EMOZIONI: LE PASSIONI TRIONFANO AL TEATRO DEI RINNOVATI

News 08-10-2011

 

 
 

Ahi le passioni! Quelle che fanno pulsare, quelle che fanno sognare, quelle che colorano la vita, quelle che fanno rima, sempre e comunque, con amore. Gioie e dolori, motore del quotidiano, cibo dell’anima e bollicine del sangue: eternamente senza età e mai fuori moda, le arti le hanno sempre rappresentate sfruttando l’inesauribile serbatoio emotivo e le infinite sfumature con cui esse si possono manifestare.

Non fa certamente eccezione la musica, l’arte forse più universale e, nel bene e nel male, massificata; il mezzo forse più appropriato per esprimere l’impatto immediato delle passioni nella sensibilità umana. Temi comprensibilmente profondi ma estremamente ricorrenti nella nostra quotidianità che rimangono evergreen nei secoli dei secoli e a cui il Festival Contemporaneamente Barocco di Siena ha dedicato un progetto triennale di largo respiro incentrato sugli affetti: l’edizione targata 2011, ha come tema “Le Conseguenze dell’Amore”, come il bellissimo film di Sorrentino, e parte subito alla grande con la prima serata (Estra è il Main Sponsor) che si è tenuta ieri sera al Teatro dei Rinnovati di Siena dove si sono esibiti il duo “Musica Nuda” alias Petra Magoni alla voce e Ferruccio Spinetti al contrabbasso.

Un viaggio musicale che orbita intorno all’amore nel tentativo di tracciarne un ritratto partendo dai segni lasciati sui corpi, sui cuori, nell’anima degli innamorati. Conoscere la causa di una passione a partire dalle cose che sono visibili. Già ma quali? Beh, facile a dirsi: sono le conseguenze, quel mix di irrazionalità e presa di coscienza, quel flusso infinito di sensazioni e stati d’animo scatenati da una perdita di un valore a noi caro.

Musica Nuda entrano in scena in un Teatro dei Rinnovati gremito e tirato a lucido. A loro il non facile compito di svelare il senso degli affetti, o perlomeno a provarci, con l’ausilio di solamente due strumenti: la voce e il contrabbasso. Un progetto speciale per il Festival che parte da Bach e passa agli stati di malinconia di John Dowland fino ad atterrare nei pianti e nei rimorsi inneggiati da Monteverdi. Un repertorio non facile e di sicuro non usuale per il giovane duo che, senza difficoltà, supera alla grande complice anche una straordinaria Petra Magoni che non possiede solamente un’ugola fuori dal comune ma anche una vena da piacevole intrattenitrice. Spinetti, grazie al suo contrabbasso, è abile a sprigionare le tensioni musicale di versi e sillabe che alludono a passioni non corrisposte.

Già perché, chissà come mai, si canta molto di più l’amore non corrisposto, lo stato d’animo in pena, gli affetti smantellati e le lacrime amare che l’amore che trionfa nella sua compiutezza. E questo è sempre stato così, da Bach alla solitudine cronica di "Eleanor Rigby" dei Beatles a cui il duo ha dedicato due riusciti omaggi (il secondo è stato “Come Together”, teatro letteralmente in visibilio). Ma anche il Made in Italy segue la scia, anzi, la nostra musica popolare è sempre stata infarcita di amori e passioni che finiscono in delusioni e zeppa di ritornelli zuccherosi e malinconici che urlano l’amore amaro. E allora sotto con “Guarda che luna” brano a grande richiesta che si innalza sui gorgheggi della Magoni e sulla ruvidità delle corde di Spinetti, e sulla modernità dei nuovi autori come Pacifico, o anche semplicemente sull’invidia delle gobbe di un cammello perché l’amore non si compra e forse questo è anche il suo bello.

La grande cromaticità vocale di Petra Magoni e il minimalismo ossessivo di Ferruccio Spinetti si fondono in un riuscito e gradevole cocktail, snodandosi, con solo voce e contrabbasso, tra passato e presente riprendendo i contenuti di epoche musicali lontane e riadattandoli in chiave moderna, punto di svolta della produzione musicale contemporanea e tratto stilistico del Festival Contemporaneamente Barocco che, come evoca il nome, mescola la ricchezza artistica di un’epoca lontana con i linguaggi contemporanei, andando a creare una nuova ricchezza e complessità artistica.

Buona la prima insomma, e appuntamento alle prossime serate: Il “FCB” andrà avanti fino a martedì 25 ottobre.

Luca Stefanucci - Foto: Andrea Fabrizi

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