Tra Brio e Trecciolino. La Pantera attende di conoscere il cavallo che le andrà in sorte prima di tentare l’affondo decisivo sulla monta che tutti si aspettano. In queste ore la contrada di Stalloreggi sembra una meta molto ambita da parte dei fantini di primissima fascia. -Capitan Ghelardi, le voci delle ultime ore vogliono una Pantera molto attiva alla ricerca dei big della Piazza… «Ovviamente ci siamo dati molto da fare, ma dobbiamo attendere la prova dei fatti anche in funzione della fortuna nell’assegnazione. Il parco cavalli si annuncia con scale di valori diverse quindi, vista la situazione, abbiamo la possibilità di trovare una monta competitiva». -Brio e Trecciolino. Nella sua testa c’è un favorito tra i due? «Si, nella mia testa c’è. Sarei molto contento se un big come questi che hai nominato montasse nella Pantera. La speranza c’è. Vediamo cosa succede dopo la tratta». -Il capitano dell’Aquila nei giorni scorsi si è detto preoccupato… «Come lo ero io lo scorso anno quando l’Aquila correva da sola. Da fuori è molto difficile controllare o arginare la rivale che corre. Comunque mi fa piacere che ci sia un po’ di preoccupazione, quella non fa mai male (ride)». -Passiamo alla valutazione dei cavalli. E’ favorevole ad un lotto orientato verso l’alto? «Prima di dire questo dobbiamo vedere quanti cavalli arriveranno alla tratta e se ci sarà una scrematura. Dopo potremo fare questo tipo di valutazioni. Dobbiamo verificare tra quali soggetti potremo scegliere. Personalmente non ho un’esigenza particolare affinché ci sia un lotto orientato verso il basso, ma credo che la direzione sia quella». -Un’ultima domanda. Alla luce dei fatti, crede che sia stata giusta la decisione di scaglionare in due giorni le prove di notte? «Era una situazione straordinaria e quindi il sindaco ha giustamente deciso di fare così e l’esperimento è andato molto bene. Come ha ben detto il sindaco, credo sia stata una scelta una-tantum, che forse andrà messa in pratica anche ad Agosto. Io, però, mi auguro che dal prossimo anno si possa tornare all’ordinario e quindi ai ritmi normali e consueti della nostra festa».
Gabriele Voltolini |