
Il traguardo di metà campionato, che la Lega A di basket ha superato da due settimane, consente di tracciare un bilancio, seppur provvisorio, di quelli che sono stati i ‘promossi’ e i ‘bocciati’ in questa prima parte di stagione. L’Umana Venezia, ammessa sul massimo palcoscenico cestistico italiano al termine di una lunga battaglia tra ricorsi e carte bollate, non solo sta dimostrando di meritarsi la vetrina, ma anche e soprattutto di poter competere alla pari con le grandi, per un posto importante, magari da conquistarsi in prospettiva ma in funzione del quale il direttore sportivo Federico Casarin si sta già muovendo nella direzione giusta. Forse non era una scommessa: un progetto relativamente ambizioso e la tradizione di una piazza finalmente tornata sui livelli che il blasone impone. Ma Andrea Mazzon, tornato in Italia e nella sua città dopo la lunga parentesi ellenica, può legittimamente considerarsi ‘Profeta in Patria’. 18 punti (con nove vittorie e sette sconfitte) al giro di boa, prima del turno di riposo osservato proprio alla prima giornata, sono un ‘bottino’ di tutto rispetto, col quale i veneti hanno guadagnato l’accesso alle Final Eight di Coppa Italia (se la vedranno con la Scavolini Pesaro) e sono pronti ad ospitare, domenica prossima alle 20.30 nel posticipo trasmesso da Rai Sport 1, al PalaVerde di Villorba (dove hanno vinto di misura il sentitissimo ‘derby’ con la Benetton), la Montepaschi di Simone Pianigiani reduce dai successi casalinghi con Bilbao nel primo atto delle Top16 di Eurolega, con Teramo in campionato e, proprio ieri, con il Real Madrid in trasferta. I biancoverdi, oltre a dover affrontare una squadra di qualità, dovranno fare i conti con la voglia di riscatto di Fantoni e compagni (che hanno segnato il passo anche nell’ultima uscita, al PalaDelMauro di Avellino), dopo la sconfitta dell’andata nella quale la capolista vinse di dieci lunghezze (86-76) alla fine di una partita che già aveva evidenziato, negli equilibri tattici e nei valori tecnici di Venezia, le credenziali di un ottimo collettivo. A partire dalla coppia di play in ‘regia’: il ventottenne statunitense con passaporto bulgaro Keydren Clark (all’Aris di Salonicco con Mazzon, insieme a lui artefice della promozione dei lagunari) e il toscano Guido Meini, arrivato quest’anno dopo lunghi trascorsi a Montecatini in LegaDue. Una valida alternativa nelle rotazioni è il ventiquattrenne Giovanni Tomassini cresciuto nelle giovanili di Pesaro, l’anno scorso a Rimini in LegaDue, e nutrito e di grande esperienza è il reparto delle ali. Francesco Candussi (appena diciottenne), Alberto Causin, e l’ex varesino Marco Allegretti, sono gli ‘italiani’ che giostrano a fianco a due vecchie conoscenze del nostro campionato, come Tamar Slay (ex Upea Capo d’Orlando e Air Avellino) ed il polacco Szymon Szewczyk, anche lui con trascorsi irpini. Alvin Young non è più giovanissimo per effetto delle sue trentasette primavere, ma è una guardia di assoluta garanzia, insieme al pari ruolo Tim Bowers, proveniente da Caserta. Sotto canestro, l’Umana Reyer si è affidata a Sylvere Bryan, di origine domenicana con passaporto italiano: specialista in promozioni: nella stagione 2009/2010 con la maglia della New Basket Brindisi e in quella successiva protagonista del ‘salto’ veneziano, ‘pilastro’ del ‘Progetto Serie A’. Accanto a lui c’è Tommaso Fantoni, nato e cresciuto cestisticamente a Livorno, con Alessandro Ramagli (che lo aveva guidato nelle giovanili labroniche) ha condiviso anche l’esperienza poco fortunata di Treviso. E a proposito: dalla Benetton è arrivato il venticinquenne Daniele Magro, dotato di grandi mezzi fisici (208 centimetri per 109 chilogrammi) e pronto a ritagliarsi in maglia oro-granata quello spazio che non ha trovato con i biancoverdi della ‘marca’.
Francesco Vannoni |