
Quando l’estate scorsa Antonio Conte lasciò il Siena, appena tornato in Serie A, per cedere alle sirene juventine, non furono pochi coloro i quali sentenziarono che, a parte il fascino emotivo di un ritorno alla ‘casa madre’, la ragione tecnica di questa scelta sarebbe presto venuta meno per l’inesperienza dell’allenatore leccese che mal si concilia – si diceva da più parti - con le ambizioni della ‘Vecchia Signora’ nel nuovo corso del presidente Andrea Agnelli. La risposta migliore è arrivata, come sempre dal campo; dove Conte non ha soltanto plasmato a sua immagine e somiglianza il carattere di una squadra pronta a tornare grande bruciando le tappe di un progetto pluriennale, ma ha saputo adattarne gli uomini e il modulo, dimostrando di avere il polso della situazioni e le idee molto chiare su gerarchie tecniche, dettami tattici e ‘corde’ motivazionali. Tutti fattori la cui somma ha già portato un successo: temporaneo si dirà. Ma se è vero che la strada verso il sogno scudetto è ancora lunga, non si può negare che il titolo d’inverno, conquistato da ‘Madama’ con 41 punti in diciannove giornate (11 vittorie e 8 pareggi) e la casella delle sconfitte ancora...’immacolata’ è la prima prova di forza superata brillantemente con la continuità nel rendimento e la duttile versatilità di un organico dove non mancano giocatori importanti ‘educati’ al sacrificio per ‘servire’ un credo al quale, fino ad ora, risulta perfino difficile avanzare critiche. La qualificazione alle semifinali di Coppa Italia, a spese della Roma e la vittoria sull’Udinese alla prima di ritorno, sono state due dimostrazioni di grande personalità. Tutte e due le squadre devono recuperare una partita: gli uomini di Conte a Parma, quelli di Sannino lo scontro-salvezza interno con il Catania, rinviate a causa della neve che, durante la settimana, è caduta su tutta la nostra penisola. La difesa guidata dal portiere Gianluigi Buffon e dai ‘senatori’ Chiellini e Barzagli, con lo svizzero arrivato dalla Lazio Stephan Lichtsteiner (in gol anche contro l’Atalanta), Leonardo Bonucci e Paolo De Ceglie (ex di giornata insieme a Luca Marrone), è risultata la più ermetica, almeno fino a metà stagione con sole 13 reti al passivo. Sarà questa la Juventus che troverà il Siena, domani sul terreno dell’avveniristico ‘Juventus Stadium’, per la terza giornata di ritorno del campionato di serie A. All’andata fu un gol di Alessandro Matri a castigare la Robur, che non aveva affatto demeritato in quello che, a causa dello sciopero, diventò l’esordio casalingo. Qualcosa è cambiato: la classifica (e non poteva essere diversamente per gli obiettivi opposti delle due formazioni) , ma anche alcuni protagonisti. I bianconeri di Torino, nel mercato di gennaio hanno aggiunto altre frecce al proprio arco: l’attaccante Marco Borriello, ex Milan, Genoa e Roma e il ritorno del difensore uruguaiano Martin Caceres dal Siviglia e il ‘jolly’ di centrocampo Simone Padoin dall’Atalanta. Sono partiti, il brasiliano Amauri (destinazione Firenze) e il centrocampista Michele Pazienza tornato a Udine e Vincenzo Iaquinta, andato in prestito al Cesena. Del resto, in un centrocampo dove non trova quasi più spazio neppure il serbo Milos Krasic e che ha il suo nuovo leader in Claudio Marchisio, accanto alla classe cristallina di Andrea Pirlo, faro a dispetto degli anni, l’ulteriore certezza è il cileno Arturo Vidal, prelevato dai tedeschi del Bayer Leverkusen. Con ‘rincalzi’ del calibro dell’olandese ex Amburgo Elia e del Paraguaiano Estigarribia, Conte può contare su un reparto nutrito e affidabile. Anche per l’attacco juventino, seppur segnato da lunghi infortuni (Quagliarella) e scelte tecniche diverse (Toni e Del Piero, quest’ultimo al ‘passo d’addio’) non è certo carente di risorse: detto di Marco Borriello, una ‘menzione speciale’ la merita Simone Pepe, alla seconda stagione sotto la Mole e già cinque volte a segno nel girone di andata. Il più prolifico è Alessandro Matri e nella ‘giostra’ degli attaccanti potrebbe trovare il suo spazio anche l’ex cesenate Emanuele Giaccherini, in gol a Bergamo, nella vittoria sull’Atalanta e autore della prima rete nel quarto di finale di Coppa Italia contro la Roma.
Francesco Vannoni |