

«Viva Leopoldo secondo Gran Duca di Toscana, e Emanuele che va e che viene, accidenti a chi gli vuole bene», era scritto in un cartello rinvenuto a Bagni San Filippo nel periodo della proclamazione del Regno d’Italia. Tutto minuziosamente annotato in un rapporto dell’8 giugno 1861: uno dei tanti che il Delegato di Governo del Circondario di Radicofani inviava alla Prefettura Compartimentale di Siena, per informare sulle vicende relative a un territorio che comprendeva anche Contignano, Abbadia San Salvatore, Campiglia d’Orcia, Piancastagnaio e San Casciano dei Bagni con Celle, Fighine e Palazzone. Scritti che oggi consentono di rivelarci vicende quotidiane, felici o cruente del periodo di “interregno” tra il vecchio regime e l’unità d’Italia (1859-1861). Ad esempio, nel rapporto del 23 marzo 1861 si legge: «La proclamazione del Regno d’Italia vene festeggiata con entusiasmo nei paesi dell’Abbadia S. Salvatore, S. Casciano dei Bagni, Celle, Fighine, Palazzone e Radicofani nei giorni, rispettivamente 17 e 19 corrente, con illuminazione, fuochi rustici e banda musicale….». È stata la caparbietà di Vincenzo Cesaretti, dirigente delle Poste in pensione e radicofanese doc a trascrivere questi documenti preziosi, custoditi in centinaia di filze all’Archivio di Stato. Un lavoro certosino, da grande appassionato della storia locale, che ha ricevuto il riconoscimento di una pubblicazione, edita da Cantagalli e finanziata dalla Provincia di Siena, presentata ieri. Nel rinnovato teatro di Radicofani (titolato ad un altro cittadino emerito, il musicista e compositore Costantino Costantini), ieri mattina insieme al sindaco Massimo Magrini, all’assessore Fausto Cecconi era presente anche l’assessore provinciale Marco Saletti, in un’atmosfera di grande festa, con un centro storico imbandierato di tricolore. In una messa commemorativa sui caduti del Risorgimento, il parroco don Elia ha parlato dell’importanza dell’unità del Paese intorno a valori condivisi. Poi, alla fine della funzione religiosa, si è creato un corteo con il sindaco Massimo Magrini in testa e un gruppo di cittadini, per andare a inaugurare un tondo celebrativo del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia affisso nella facciata del vecchio palazzo della Pretura in via Magi. Cittadini di diversa estrazione, cattolici e non credenti, si sono ritrovati sotto il simbolo dell’unità nazionale: un tricolore dipinto su ceramica e, sotto, le date 1861-2011. La cerimonia si è svolta con enfasi ed entusiasmo in tono minore, rispetto a 150 anni fa, ma con un carico di speranze e di orgoglio ancora intatti. Da sottolineare che, in concomitanza con l’evento, semplice ma toccante, la Provincia ha donato cento volumi alla biblioteca comunale. Altrettanto ha fatto la casa editrice Effigi, che ha regalato un’ottantina di volumi. |