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I BRAVI E I MENO BRAVI DELLA CARRIERA DI AGOSTO

News 17-08-2012

Qualche riflessione sul Palio d’agosto si impone. La mossa è stata pressoché perfetta. Bartolo Ambrosione, anche per come la sorte aveva combinato le entrate fra i canapi non ha avuto alcun problema…ha fatto uscire cavalli e fantini per tranquillizzarli ed ha abbassato il canape quando la Civetta, già lanciata, era con mezzo cavallo al di là del verrocchino. Non c’è altro da dire. Bravo e basta.

Sulle prestazione dei singoli fantini, visto che sono dei professionisti e quindi valutabili, anche se sul Campo vince una sola Contrada e tutte le altre si "purgano", qualche cosa si può e si deve dire dopo aver premesso, però, che il frano di San Martino, condiziona il giudizio su sei di loro.

Scompiglio è stato eccezionale. Ha vinto e si merita la lode, per come è schizzato dai canapi, per come ha tenuto sveglio Lo Specialista con una serie incredibile di nerbate fino al primo San Martino, quando con la forza delle braccia ha corretto il suo barbero. Poi ha difeso la prima posizione dagli attacchi dei tre contendenti, rintuzzandoli tutti, con la ciliegina del terzo Casato, quando sposta letteralmente Lo Specialista per chiudere il varco all’interno e buttarsi verso il bandierino.

Tittia ha compiuto una rincorsa strepitosa e ha mancato il successo di appena una testa. Ma sulla sua prestazione peraltro convincente pesa una mossa non felice e un primo San Martino preso in ultima posizione. Non vi sembri un paradosso, ma questa, forse, è stata la sua fortuna. Ha avuto modo di riprendere per un attimo Indianos e di superare indenne l’ammucchiata selvaggia provocata dalla caduta del Drago che aveva coinvolto altre cinque Contrade. Poi è stato bravo…perfetto quel suo terzo Casato.

Su Salasso ne sentirete e leggerete delle belle. A me è piaciuto, per come si è buttato all’interno al primo San Martino e per come ha lottato. Certo ha navigato quasi sempre all’esterno, facendosi vedere una sola volta all’interno del Valdimontone, ma non ci sono mai occasioni vere per passare il Bartoletti e non me la sento di criticare la sua carriera. Per me è stato davvero molto bravo e determinato. Insomma non un carabiniere dietro al comandante, come abbiamo visto a luglio.

Sul Murtas, soprannominato Grandine, c’è un neo che ne offusca la prestazione. Parte non benissimo e soprattutto si fa infilare dalla Civetta senza neppure guardarla. Se doveva frenarne la corsa, ecco, nemmeno ci ha pensato su. Poi il suo Palio è molto bello. Intrepida e coraggiosa la mossa al terzo Casato, ma quei primi duecento metri io non li posso scordare…

Buona la partenza di Voglia che romba appena dietro al Montone con il suo Gammede. A San Martino è lì pronto a prendere la seconda posizione quando viene falciato…finisce così la sua volata, ma tutta o quasi di testa…

Trecciolino, un po’ stretto dagli altri, parte in batteria, come gli altri….si guarda un attimo intorno e vista l’ingruppata sceglie una ardita traiettoria interna. Tutta qui la sua corsa, ma Magic Tiglio non mi è parso dalla mossa a San Martino un fulmine di guerra.

Sull’Amsicora del Drago c’è poco da dire. Parte in tromba accanto al Valdimontone spinge a tutta fino a San Martino. Qui stringe troppo, batte e si allarga in una rovinosa scivolata verso i materassi. Il suo Palio finisce qui insieme a quello di altre cinque contendenti.

Quando Brio si è visto di rincorsa ha fatto i suoi giusti calcoli, guardando in basso fra i canapi. Ma, intendiamoci, non ha rinunciato certo alla tenzone. Si è buttato subito su una corsia più interna infilando diverse contrade – il Leocorno, per esempio – è ha spinto alla grande il suo buonissimo Moedi. E’ l’ultimo a lasciarci le penne e non so cosa sarebbe successo se fosse rimasto in piedi. Ma questo vale per tutti, anche per gli altri fantini come Girolamo e Gingillo, sui quali ho troppo poco o forse niente da dire. Sono però da rivedere, soprattutto il Gingillo, che usciva da un luglio molto deludente…

L’ultima notazione è per i cavalli scossi. Io non li ho visti fermare da nessuno. Certo erano caduti e sono rimasti tre quarti di giro distanziati, ma, per quanto potevano, hanno continuato a girare, meno l’offesa Moedi. Non mi sembra che ci sia da buttare legna da ardere su di una polemica senza alcun senso. Ci sarà – eccome – da difendersi per le rovinose cadute. Mi pare di sentirli gli animalisti e tutti quelli che non aspettano altro per buttarsi lancia in resta contro il Palio e i Senesi. Personalmente non mi interessano più di tanto. Sono un Senese cinico, forse, ma non certo baro. So quello che facciamo per la salute e la tutela di cavalli, non certo pregiatissimi, che sarebbero, senza la nostra festa, carne da macello, anche per i palati fini di chi gli animali li ama e poi magari li…mangia.

Moedi non correrà più, ma salvata con i nostri soldini, vivrà una serena esistenza nei pascoli del nostro singolarissimo pensionario per equini.

Tutto questo lo sanno gli oppositori del Palio e lo sanno le magistrature via via interessate da questi sensibili animalisti e onorevoli sottosegretari che avrebbero tante cose più importanti a cui pensare. So anche che è inutile difendersi da chi parte da posizioni preconcette e non si pone mai dal punto di vista degli altri, come esige un paese libertario. Io vado per la mia strada, orgoglioso del Palio e di quanto intorno al Palio e alle Contrade si muove. Non me ne frego dei dissidenti, ma li guardo e passo oltre a testa altissima. Cinico, forse, ma non baro come, spesso, invece, sono loro! 

Roberto Morrocchi

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