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GLI HORRORS STREGANO L'HARTVEST FESTIVAL DI MONTALCINO

News 04-09-2011

 

  

 

The Horrors a Montalcino. L’attesa per uno degli eventi di fine estate è stata ben ripagata. Il quartetto dell’Essex si è presentato in buona forma e, in un concerto piuttosto rapido, ha mostrato tutto il loro talento. C’ era curiosità di vedere i ragazzi dal vivo, sia perché la data di Montalcino rappresenta la prima in Italia del loro nuovo tour, sia per come potessero replicare dal vivo l’ultima loro fatica “Skying”, un album denso e stratificato di suoni. Niente da dire, con una sezione ritmica degna erede della migliore new – wave british, tastiere anni 80’, una chitarra eclettica capace di spaziare ed imprimere un mood che con estrema facilità passa dal noise, al dark alla new – wave. E poi c’è il front – man Faris Badwan. Una voce poliedrica capace di rispolverare i vecchi maestri dark – wave, dai Cure agli Echo & the Bunnymen, ma, soprattutto, un leader di una band che ha mostrato dei progressi enormi dai tempi di “Strange House”, il loro esordio discografico. La scaletta del concerto, composta da 11 pezzi, si è concentrata sui brani degli ultimi due album. Pubblico entusiasta che a gran voce ha reclamato il bis non concesso dai ragazzi. Giovani, sfrontati, ottima presenza scenica sul palco, fiducia nei loro mezzi e grande conoscenza della storia della musica: il futuro del rock d’Oltremanica passa dagli Horrors. Un futuro che è già presente.

Prima degli Horrors si è esibito Paolo Benvegnù, o meglio, i Paolo Benvegnù. E’ inutile aggiungere altro a ciò che già sappiamo di questo artista. “Hermann”, a qualche mese dalla sua uscita, rappresenta uno dei dischi più belli che il panorama italiano ha sfornato. Non solo quest’anno. Nel corso del live, questo piuttosto lungo, Benvegnù ha riassunto, accompagnato dalla sua ottima band, quindici anni di carriera: dagli esordi con gli Scisma passando per i suoi tre dischi da solista, un tragitto di coerenza e retto da una fiera indipendenza. Applausi.

Nota finale. Un applauso va a tutti i ragazzi dell’Hartvest Festival. Due giorni di grande musica, tanta simpatia e cordialità. Non è facile, per tanti motivi, in questi territori proporre un evento del genere. Bravi dunque, e un augurio che il prossimo anno si rinnovi l’appuntamento per un Festival che ha tutte le potenzialità per essere un punto di riferimento nella scena della musica indipendente europea.

Luca Stefanucci - Foto: Andrea Fabrizi

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