
Uno dei dipinti più conosciuti che “fotografano” il momento della Presa di Roma, è la “Carica dei bersaglieri a Porta Pia”, opera del pittore napoletano Michele Cammarano. In questo dipinto, estremamente dinamico e indubbiamente celebrativo, è ritratto, tra un nugolo di bersaglieri che balzano armati da una nuvola di polvere, un trombettiere mentre cade a terra, probabilmente colpito da una pallottola nemica. Quel trombettiere, il primo soldato italiano a varcare le mura della Roma papalina, era un senese.
Si chiamava Niccolò Scatoli. Nato a Chiusdino il 6 novembre del 1845 e trasferitosi presto a Siena nel territorio della Contrada del Valdimontone, manifestò fin da giovane tutto il suo fervore patriottico ed il suo entusiasmo per la causa unitaria, tanto da arruolarsi volontario, ancora quindicenne, per la seconda guerra di indipendenza; una “candidatura” che, per ovvi motivi anagrafici, non fu accettata.
Una nuova occasione gli si presentò comunque qualche anno più tardi, ed è così che lo Scatoli potè prendere parte, tra le fila dei bersaglieri, prima alla battaglia di Custoza, poi alle operazioni contro il brigantaggio nel meridione, ed infine, appunto, a Roma, a fronteggiare gli zuavi pontifici.
Le cronache ci narrano del bersagliere senese come di un combattente coraggioso, capace di distinguersi con onore in battaglia, e animato da una forte carica idealista intrisa di valori patriottici e risorgimentali.
Un coraggio che il giovane senese non mancò di mostrare nemmeno in occasione della Breccia di Porta Pia. In quel frangente infatti, Niccolò Scatoli rimase ferito, proprio come ritratto nella tela del Cammarano; ma ciò non gli impedì di soccorrere il Maggiore Giacomo Pagliari, nell’estremo tentativo di portarlo in salvo. Quella ferita, che gli costò l’amputazione di una gamba, lo costrinse ad abbandonare la vita da soldato e a fare ritorno a Siena, dove morirà all’età di ben 90 anni!
La storia del bersagliere Niccolò Scatoli rappresenta un nuovo tassello di quell’antico legame che fin dalle origini, in bilico tra storia e leggenda, unisce, in un intreccio di rapporti politici, culturali, religiosi ed artistici, le città di Siena e di Roma.
E proprio nella città capitolina stamani, in occasione del 141° anniversario della Breccia di Porta Pia, verrà intitolata una via al senese Niccolò Scatoli. Chissà che tale iniziativa non sia da stimolo per dedicargli una nuova strada anche a Siena (quella attualmente presente nello stradario, una traversa di Via Mentana, riporta il nome Nicola Scatoli), magari nei pressi della sua abitazione. Che, ironia della sorte, si trovava proprio in Via Roma.
Andrea Verdiani
|