Contrariamente a quanto creduto, è la tassa di concessione televisiva, meglio conosciuta come canone RAI, quella più evasa in Italia. Secondo una ricerca condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it, il mensile dell’associazione contribuenti italiani, il 41% delle famiglie italiane non paga il canone RAI, generando così per la televisione pubblica mancati introiti per circa 500 milioni di euro. Numeri che, di fatto, fanno dell’Italia la regina europea di questo non invidiabile primato. In mezzo a tale scenario poco edificante però, emergono anche note positive come quella di Siena che, insieme ad Aosta, Campobasso, e Pescara risulta fra le province più virtuose d'Italia. È qui, infatti, che quasi il 90% delle famiglie in possesso di apparecchio televisivo paga diligentemente l’abbonamento RAI. Mentre per altre province come quelle di Imperia, Caserta, Foggia e Bolzano, la situazione appare diametralmente opposta, visto che il livello di evasione si attesta intorno all’87%. Non tutti sanno che però, accanto a questo canone ordinario a carico delle utenze familiari, ne esiste un altro, chiamato speciale, dovuto da quelle imprese, lavoratori autonomi, enti pubblici, enti pubblici non economici ed enti privati che, oltre agli "apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni", siano in possesso anche di computer o altri apparechi multimediali. Ebbene, sempre secondo questa ricerca, risulterebbe che il 95% delle imprese tenute al pagamento del canone speciale, in realtà non lo facciano, generando così un danno economico per la televisione pubblica stimato in circa 820 milioni di euro. L’importo del canone televisivo in Italia (110,50 euro/anno), non è comunque tra i più elevati d’Europa. Davanti ci sono infatti paesi come Islanda (346 euro/anno), Svezia (210,00 euro/anno), Finlandia (208,50 euro/anno), Inghilterra (176 euro/anno), ed altri ancora; mentre, all’estremo opposto, vi sono anche paesi come Spagna, Ungheria, Portogallo e Olanda dove non esiste alcuna tassa da pagare per vedere la tv pubblica. Infine, l’indagine di contribuenti.it ha cercato di fare luce anche sulle motivazioni che spingono le famiglie a non pagare il canone Rai. Tra quelle più gettonate vi sono la presenza di pubblicità sulla tv pubblica (36%), la scarsa qualità dei programmi (24%) e la mancanza di soldi per pagare il canone RAI (9%).
Andrea Verdiani |