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CAMPIONATO ITALIANO DI BASKET: DAL 2013 SI TORNA A 16 SQUADRE?

News 23-01-2012

Altro giro, altra corsa. Se una settimana fa era la riforma dell’Eurolega a catalizzare la nostra attenzione, e i nostri dubbi, oggi tocca alla riforma del campionato, che qualche dubbio a sua volta ce lo ha ingenerato, come è normale che sia quando all’orizzonte si profilano cambiamenti.
La palla passa al consiglio federale, 3-4 febbraio prossimi, che dovrà mettere ai voti la proposta di tornare, nella stagione 2013/2014, ad una Serie A con 16 squadre partecipanti e che dovrà ratificare la questione della cosiddetta esigibilità: nel dettaglio i clubs potranno costruire roster da dieci giocatori suddivisi in cinque italiani e cinque liberi da vincoli di passaporto, oppure da dodici giocatori incastrando i soliti cinque italiani con tre extracomunitari e quattro comunitari.
Su questa seconda storia, Fip e Lega hanno già l’accordo in tasca, almeno pare, e i clubs dovranno solo tenere sempre vicino il pallottoliere per non sbagliare i conti anche se…anche se come ha scritto Andrea Barocci sul Corriere dello Sport, il prossimo anno, con una Serie A a 18 squadre, qualche problema potrebbe nascere data la contrapposizione fra una Lega che chiede ad ogni club 6 visti + 1 ed un Coni che non è affatto disposto a valicare la soglia dei 190 permessi concessi a giocatori stranieri, distribuiti fra Serie A, LegaDue e Serie A femminile.
Se siete stati attenti, avrete sentito parlare prima di Serie A a 16 squadre, poi a 18. Sì, perché se quest’anno dalla Serie A retrocederà una sola formazione e ne saliranno due, la naturale conseguenza sarà presentarsi al prossimo torneo, 2012/2013, con 18 squadre. Che però dovranno essere ridotte a 16 nel 2013/2014: ossia a significare che la prossima stagione sarà vissuta col terrore da almeno mezza Serie A, viste le tre retrocessioni che dovranno compensare all’unica promozione dalla LegaDue. Sì, perché se e quando si retrocede, in uno sport come il basket che non brilla per risorse e sponsor plurimilionari, né tantomeno in quei paracadute che il calcio garantisce a chi scende dalla A alla B, una retrocessione diventa un dramma finanziario, prima ancora che un passo indietro sportivo.
Su questo i club pare vogliano trattare. Magari arrivando alla Serie A a 16 squadre dal 2014 e riproporre quel pateracchio che si sta vivendo in questi giorni, ovvero il campionato zoppo, per attutire negli anni il numero delle retrocessioni.
Tutto bene, o forse tutto male, punti di vista. Nessun però nelle stanze dei cosiddetti bottoni sta mettendo mano al vero problema del basket italiano e cioè la mancanza di investimenti mirati sui settori giovanili. Con disappunto, sicuramente, di Simone Pianigiani, che in quella Serie A a 18, 17 oppure 16 squadre, di giocatori nuovi per la sua Nazionale rischia di averne sempre di meno.

Matteo Tasso

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