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TARTUCA: SVELATI I TABERNACOLI RIPRISTINATI DA DUE GRANDI ARTISTI SENESI

News inserita il 11-09-2017

L’eleganza e la leggerezza di Vittoria Marziari Donati, le forme semplici e i colori sgargianti di Tommaso Andreini. Due straordinari artisti senesi, insieme per la prima volta, uniti dalla passione per l’inconfondibile tradizione votiva della nostra Città. E’ accaduto durante l’iniziativa “Devozione in Castelvecchio” promossa dalla Contrada della Tartuca, volta alla valorizzazione del nucleo originario della Sena Vetus, ubicato nel cuore del rione delle Murella.

L’evento è stato caratterizzato dall’inaugurazione del ripristino di tre tabernacoli situati nella via; le “nicchie” erano infatti ormai abbandonate ad un progressivo stato di degrado. Grazie all’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincia di Siena, alla gentile concessione dei condomini degli edifici interessati e, in modo particolare, alla preziosa collaborazione di questi due artisti, al loro interno sono state riposte tre opere di rara bellezza.

Venerdì 8 settembre, nel giorno che unisce la devozione Mariana dei senesi all’attaccamento che questi nutrono per il rione di appartenenza, nell’ambito della Festa dei Tabernacoli la Tartuca ha svelato le tre composizioni ai contradaioli. Il giallo e il turchino risaltano le vesti della Madonna col Bambino, nel bellissimo dipinto realizzato da Tommaso Andreini. Vitalità e stupore suscitano le sculture prodotte da Vittoria Marziari Donati: un busto della Vergine e la riproduzione di Sant’Antonio da Padova, protettore della Contrada di Castelvecchio.

Ad introdurre le opere è intervenuto Gabriele Fattorini, storico dell’arte, che ha diligentemente sottolineato la necessità, oggi più che mai avvertita dalle Contrade, di riscoprire quell’indissolubile legame che le riconduce al passato e alle radici culturali.

“Devozione in Castelvecchio” si inserisce all’interno di un progetto che la dirigenza tartuchina intende promuovere allo scopo di valorizzare il proprio territorio, non soltanto da un punto di vista puramente estetico, quanto da una prospettiva storico-sociale. Donando queste opere alla Città, la Contrada vuol manifestare la consapevolezza che il rione è sì un patrimonio artistico da salvaguardare, ma anche un “contenitore” di relazioni che la identificano e che responsabilmente vuol continuare a tramandare di generazione in generazione.

Foto: Marco Donati

 

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