
“Il riassetto istituzionale, a cui oggi siamo obbligati, sarà una sfida lunga e difficile alla quale non possiamo sottrarci, ma che affronteremo con coraggio e conservando la nostra identità”. A dirlo è il sindaco di Chiusdino, Ivano Minocci, anticipando la discussione che si terrà durante il prossimo consiglio comunale, in programma per giovedì 29 dicembre, sul passaggio alla gestione associata delle strade comunali e della Polizia Municipale all’interno dell’Unione dei Comuni della Valdimerse entro il 31 dicembre. “Siamo sempre stati – spiega il sindaco - favorevoli al processo di integrazione di diverse funzioni che, gestite sinergicamente tramite più competenze ed esperienze, porta maggiore qualità di offerta. Esiste però una differenza tra le scelte effettuate, in base agli effettivi bisogni di un territorio e quelle dettate dagli obblighi normativi e imminenti. Il rischio è infatti quello di non riuscire a svolgere bene alcuni servizi fondamentali per i cittadini, appartenenti a comunità differenti e quindi con priorità diverse”.
“La nuova normativa – spiega Minocci - prevede per i Comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti l’obbligo di svolgere in forma associata o tramite convenzioni due funzioni fondamentali entro il 31 dicembre e altre quattro entro il 31 dicembre 2012. I Comuni, dalla fine del prossimo anno, avranno quindi una funzione di indirizzo e di controllo sulla gestione dei servizi che però sarà interamente eseguita dall’Unione dei Comuni. La funzione associata inerente alle strade comunali, già attiva per quanto riguarda la manutenzione, comprenderà, dal prossimo anno, anche ogni aspetto riguardante le infrastrutture, la cartellonistica, le concessioni, la progettazione e la sicurezza sia all’interno che al di fuori delle aree urbane. La gestione associata riguardante la Polizia Municipale, invece, è già attiva da diversi mesi tra il Comune di Chiusdino e quelli di Monticiano, Murlo e Sovicille”.
“In questo quadro – aggiunge il primo cittadino – ritengo preoccupante e non condivisibile la scelta di cancellare le Province, enti che gestiscono importanti servizi come l’istruzione scolastica secondaria, i trasporti pubblici locali, la manutenzione delle strade provinciali e regionali, l’ambiente, le attività estrattive e l’agricoltura che difficilmente potranno essere gestite dai Comuni o dalla Regione. Le Unioni dei Comuni non hanno costi sugli amministratori per i quali non è prevista indennità, ma da questo livello locale all’ambito regionale è indispensabile un coordinamento, una regia che solo il livello provinciale può svolgere bene a garanzia dell’imparzialità e della tutela ambientale”.
“Ci saremmo aspettati che – conclude Minocci –una riforma organica e imparziale dell’amministrazione pubblica partisse dal livello statale e arrivasse ai Comuni e non viceversa. Il nostro ente è impegnato da anni per evitare sprechi e razionalizzare gli investimenti. Una strada che continueremo a percorrere, lavorando ancora di più per far fronte a questa difficile fase, per difendere i nostri territori e per garantire alle future generazioni una dignitosa qualità della vita”. |