Anche in vista dell’incontro pubblico di domani relativo al
progetto di “Siena capitale europea della cultura 2019”, presso il
Complesso museale del Santa Maria della Scala, a Uopini è stato
presentato un libro appunto dedicato a questo tema. Presso la saletta
dell’associazione Donatori di Sangue di Uopini la professoressa
Gabriella Piccinni, nota medievista dell’Università di Siena, ha
presentato il proprio libro “Citta murata, Città globale” (Salvietti
& Barabuffi editore). Un pamphlet pensato apposta per sostenere
l’aspirazione di Siena ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento,
partendo e rileggendo l’excursus storico della città e del suo
territorio.
L’iniziativa è stata curata dall’Amministrazione Comunale di
Monteriggioni, presente col sindaco e con l’assessore alla cultura
Rossana Giannettoni. Il sindaco Valentini ha introdotto il dibattito
ricordando la speciale relazione con Siena, visto che fu proprio per
volontà del popolo senese (più ancora che dei suoi governanti) che fu
fondato il Castello di Monteriggioni nel 1214, con un imprinting
socio-culturale che ancora si respira. Nell’intervento di Valentini non
poteva mancare il riferimento alla Via Francigena, sia per il messaggio
internazionale di accoglienza e di melting-pot culturale nonché come
leva di pianificazione urbanistica di salvaguardia e valorizzazione del
paesaggio.
Rita Petti, presidente della Commissione Cultura del Consiglio
Comunale di Siena, ha coordinato il dibattito aggiungendo un proprio
contributo dedicato all’innovazione culturale che deve accompagnare
l’orgoglio di un passato così significativo e di valore universale.
L’autrice, Gabriella Piccinni, ha riassunto gli spunti principali del
libro, che ruotano tutti intorno ad una citazione di Giacomo Leopardi:
“quegli stranieri che più onorano l’Italia della loro stima non
considerano l’Italia presente, cioè noi italiani moderni e viventi, se
non come tanti custodi di un museo”. Secondo la professoressa Piccinni,
invece, occorre andare oltre il ruolo del custode, perché il “passato
non basta avercelo, bisogna anche sapere cosa farsene. Bisogna
guadagnarselo … riuscendo a non essere solo museo”. Una della carte
migliori da giocare nella competizione con le altre città italiane,
altrettanto belle e note in Europa e nel mondo come Siena, è il Santa
Maria della Scala, luogo unico ed evocativo, dove si è sviluppato un
concetto ed una pratica del bene comune dove si è praticato il welfare
prima del welfare”, iniziando a parlare di “economia dell’assistenza”,
di “imprese della carità”, e così via. “Il fatto che una città sia
bella e carica di storia, di per sé, può non contare nulla, rispetto a
ciò che quella città è”. Guardando invece a cosa è diventata “Siena è
oggi universalmente ammirata per il suo disegno urbano, per un tessuto
stradale d’impianto medievale quasi intatto e per un patrimonio
artistico ed etnografico di valore universale riprodotto nelle
copertine dei libri di mezzo mondo”. Al termine del libretto, c’è poi
un elenco di primati che vale da solo la lettura del libro. Vanno dal
1164 (la più antica documentazione conservata di una magistratura
finanziaria comunale: la Biccherna) al 1965 (la prima città in Europa a
chiudere al traffico delle auto il centro medievale). Anni intervallati
da tanti altri record. Nel 1309, la prima traduzione in volgare delle
leggi di una città italiana: il Costituto del comune di Siena
volgarizzato. Nel 1472, il primo Monte dei Pegni in Italia nato per
iniziativa municipale: il Monte Pio. Per soddisfare la curiosità degli
altri primati, ha detto il sindaco, basterà leggere il libro.
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