La risonanza magnetica nucleare
applicata ai prodotti agroalimentari, per analizzare l'origine, le proprietà,
la composizione e l'autenticità dei cibi che consumiamo sulle nostre tavole.
Sarà questo il tema del workshop in programma sabato prossimo, a partire
dalle ore 9, presso il Crea, Centro di ricerca sull’energia e l’ambiente che ha sede a Colle di Val
d’Elsa, nell’ex Polo universitario, in Viale Matteotti, 15. L’iniziativa si
colloca nell’ambito del progetto UniSat sulla sicurezza alimentare e la
tracciabilità e vedrà la partecipazione di numerosi esperti, a livello
nazionale, sul fronte della risonanza magnetica nucleare applicata alla ricerca
in ambito agro-alimentare. L’appuntamento è promosso dal Crea in collaborazione
con il Dipartimento di Chimica dell’Università di Siena e con la filiale
italiana della Bruker, società specializzata nella realizzazione di strumenti e
apparecchi per la ricerca scientifica.
“La difficoltà principale nell’analisi
dei prodotti agro-alimentari - spiega Gianni
Valensin, professore ordinario del Dipartimento di Chimica dell’Università
degli Studi di Siena e membro del Crea - è legata alla complessità del campione
che, spesso, è una miscela di molte componenti in rapporti diversi l'uno dall'altro.
Diventa, allora, fondamentale acquisire informazioni complementari utilizzando
tecniche diverse. In tal senso, un forte contributo sta venendo
dall’applicazione della Risonanza magnetica nucleare (NMR) unita a un’analisi
statistica multivariata, che permette di elaborare i dati acquisiti e studiare le
matrici alimentari. Uno studio così articolato rende possibile determinare la
qualità del prodotto e la sua tracciabilità, intesa come provenienza geografica
o botanica, evitando possibili alterazioni e sofisticazioni. Durante il workshop
- aggiunge Valensin - presenteremo anche l’impegno del Crea in questo settore, nel
pieno rispetto degli obiettivi che il Centro si è posto per sviluppare
metodologie e attività di ricerca che abbiano ricadute e coinvolgimenti anche
nel territorio toscano. Grazie al recente acquisto di uno spettrometro,
applicheremo la risonanza magnetica nucleare all’analisi dei prodotti
agroalimentari del territorio locale e regionale, certificheremo la loro
qualità e valorizzeremo la loro genuinità. Partiremo da olio e vino, per poi
estendere l’applicazione di queste tecniche a pane, miele, coltivazioni
ortofrutticole, succhi dei frutti e tanti altri prodotti”.
Il
programma. Il
workshop “Applicazioni della risonanza magnetica nucleare in campo agroalimentare”
si aprirà alle ore 9 con i saluti di Gianni Valensin. La prima sessione vedrà
tra i relatori Mauro Cresti, dell’Ateneo senese, con un contributo sulle potenzialità
del progetto Unisat nel settore agroalimentare; Francesco Paolo Fanizzi, dell’Università
del Salento, che parlerà della caratterizzazione geografica e varietale dell’olio
di oliva extravergine pugliese, mentre Anna P. Minoja, della Bruker Italia,
interverrà sull’uso della spettroscopia NMR (Risonanza magnetica nucleare) nel
controllo qualità dei vini. La seconda sessione si aprirà intorno alle ore 11
con il contributo di Luisa Mannina, dell’Università “La Sapienza” di Roma sulla
risonanza magnetica nello studio di alimenti mediterranei, quali olio di oliva,
spigola e tartufo. Seguiranno gli interventi di Stefano Mammi, dell’Università
di Padova, sulla tracciabilità alimentare con il supporto della risonanza magnetica
nucleare, e di Francesco Capozzi, dell’Università di Bologna, sulla qualità
molecolare degli alimenti.
Per ulteriori informazioni sul
workshop e per contattare la segreteria organizzativa, è possibile contattare i
numeri 0577-234534 e 0577-234242 oppure scrivere un’e-mail agli indirizzi daniela.valensin@unisi.it e nicola.gaggelli@unisi.it.
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