E’ dal 2002 che, tra avanzamenti e battute d’arresto, si lavora alla realizzazione dell’impianto di balneazione e al centro estetico delle Sillene, alle Terme di Chianciano. Ma quanto manca? E cosa pensa di fare la Regione Toscana – che nell’azionariato di Terme di Chianciano Spa detiene una partecipazione importante – per avviare l’opera alla sua definitiva conclusione? E’ ciò che chiede il Consigliere regionale del Pdl Claudio Marignani, autore di un’interrogazione che chiama la giunta a rispondere direttamente in aula nel corso di un question time.
Nel suo documento, Marignani ripercorre compiutamente le tappe di una vicenda che affonda le radici all’inizio del Terzo millennio. Era infatti il 2002, si diceva, quando ebbero inizio i lavori per la realizzazione delle piscine termali nell’area adiacente allo Stabilimento Sillene. A un primo stop dei lavori nel 2004 seguirono vicende alterne, dalla nomina nel 2005 di un nuovo Responsabile Unico del Procedimento al nuovo progetto definitivo del 2006 e via andare, fino all’appalto dei lavori avvenuto solo nel corso del 2011. Insomma, scrive Marignani: «Ad oggi permangono molti interrogativi circa la tempistica del completamento dell’opera, e da più parti sono emerse preoccupazioni in merito a possibili problematiche legate alle strutture parzialmente realizzate».
Un vero peccato, spiega l’esponente del Pdl, poiché «la piena funzionalità dell’impianto e gli effetti economici positivi sul territorio di riferimento dipendono senza dubbio dal compimento dell’opera nella sua interezza (impianto di balneazione, centro estetico/benessere, parco circostante, viabilità di accesso) di cui ad oggi non si conoscono né tempi né somme necessarie».
E poi c’è l’investimento, non di poco conto sia per la portata che per gli effetti sul territorio: «La realizzazione del complesso delle piscine termali del Sillene – scrive Marignani nell’interrogazione – costituisce un investimento pubblico significativo (secondo alcune stime, al completamento, oltre 9 milioni di euro) e anche un passaggio fondamentale per il processo di rilancio economico della nostra stazione termale (secondo alcune previsioni il nuovo stabilimento dovrebbe essere in grado di garantire 100.000 presenze annue e ospitare contemporaneamente 800/1000 persone), oltre che un’opera indispensabile per realizzare quella diversificazione dell’offerta e quella destagionalizzazione dei flussi turistici auspicati dalla quasi totalità degli operatori del settore». Allora, vuol sapere ora Marignani dalla giunta regionale: «Quali sono le cause del ritardo e le iniziative poste a rimedio per consentire la più rapida conclusione della realizzazione di una così importante opera, potenziale volano per lo sviluppo economico del territorio chiancianese e del comprensorio della Valdichiana così afflitto da crisi»? La risposta in una delle prossime sedute del Consiglio regionale.
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