In merito a quanto pubblicato sugli organi di stampa nel giorno giovedì 25 agosto e venerdì 26 agosto, il Sindaco del Comune di Cetona Fabio Di Meo, in una lettera aperta inviata ai Consiglieri Comunali, fa presente quanto segue:
“L’aver appreso dagli organi di stampa le due notizie in merito al fatto che è stata fissata la prima udienza del processo per i fatti avvenuti il 31 marzo scorso, e che il Capogruppo di Minoranza Massimo Ceccobao ribadisce l’assenza dei consiglieri di minoranza alle sedute consiliari perché parlando in quella sede rischierebbero di “essere picchiati”, rende evidente come sia davvero giunto il momento di richiamare tutti alla propria responsabilità di fronte alla comunità, la responsabilità di distinguere il piano personale-giudiziario da quello politico-istituzionale, e di garantire il funzionamento democratico del Consiglio Comunale. Da un lato c’è un procedimento giudiziario che sta facendo il suo corso, e che consentirà sia di chiarire gli eventi nella loro pienezza che di inquadrare la vicenda nella sua realtà fattuale e oggettiva, andando finalmente a ribadire o a smentire le ricostruzioni emerse sugli organi di stampa. Dall’altro lato però c’è l’istituzione comunale, alla quale si deve rispetto in quanto tale, al di sopra di ogni conflitto politico. E al di sopra dei conflitti politici sta anche, sempre, la serietà del proprio essere persone e cittadini chiamati alla civile convivenza. Alla luce di queste considerazioni, lo scorso 30 luglio, come era mio dovere fare, ho convocato una riunione dei capigruppo volta ad aprire un tavolo di confronto istituzionale sulla vicenda, alla quale purtroppo il capogruppo di minoranza ha deciso di non partecipare. Noi consiglieri siamo solo occupanti pro tempore di quegli scranni e di quella sala, e non possiamo appropriarcene per dar sfogo alle nostre pulsioni e alle nostre tensioni personali. E ciò vale per tutti, e ribadisco per tutti, maggioranza e minoranza. Per questo motivo tutti noi, Sindaco, Amministrazione, Maggioranza Consiliare, nell’immediatezza del fatto, senza esitazione alcuna, abbiamo condannato l’episodio. Ma in base allo stesso principio non posso oggi esimermi dall’osservare, con rammarico, come affermare che non si partecipi ai Consigli Comunali per il rischio di “essere picchiati”, sia profondamente lesivo dell’onorabilità del Consiglio Comunale, oltre che offensivo verso gli altri consiglieri. Detto questo ritengo che il mio ruolo di Presidente del Consiglio Comunale, prima ancora in questo caso che di Sindaco, mi impone di chiedere a tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di minoranza, nel rispetto del mandato loro conferito dai cittadini, di rendersi disponibili a riportare la questione, per i suoi aspetti politici e istituzionali, nella sua sede naturale, ovvero nell’ambito di un dibattito civile e responsabile da tenersi al più presto all’interno del Consiglio Comunale, con l’auspicio e la speranza che si possa giungere ad una comune presa di posizione istituzionale sulla vicenda”.
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